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FALK'S BLOGDon't Talk To Strangers Falk's Blog needs your presence!
7月18日 Qualcuno era comunistaQualcuno era comunista perché era nato in Emilia. Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà... La mamma no. Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre. Qualcuno era comunista perché si sentiva solo. Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica. Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche... Lo esigevano tutti. Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto. Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto. Qualcuno era comunista perché prima... Prima prima... Era fascista. Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano. Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona. Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona. Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo. Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari. Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio. Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'operaio. Qualcuno era comunista perché voleva l'aumento di stipendio. Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente! Qualcuno era comunista perché la borghesia, il proletariato, la lotta di classe, cazzo! Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre. Qualcuno era comunista perché guardava solo Raitre. Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione. Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto. Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.. . Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo secondo Lenin. Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia. Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri! Qualcuno era comunista perché c'era il grande partito comunista! Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista... Qualcuno era comunista perché non c'era niente di meglio. Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d'Europa! Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda... Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant'anni di governi democristiani incapaci e mafiosi. Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera... Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista. Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia. Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos'altro. Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana. Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita. Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come... più di sé stesso. Era come... due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita. No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare... Come dei gabbiani ipotetici. E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito. Due miserie in un corpo solo. Giorgio Gaber 5月1日 Don't Talk To Strangers Don't talk to strangers. Non parlare agli estranei. Benritrovati. Avrete notato l'immane cambiamento grafico del blog. Diciamo che avevo voglia di novità. Ho persino abbandonato le scritte viola, perché con questa grafica stanno malissimo. Il problema sarà leggere i post precedenti, perché sono ancora in quel colore. Un cambiamento grafico dovuto ad un cambiamento mio, ad un diverso modo di pensare. Tutto è modificato in funzione dell'immagine che vedete qui dietro. Vedrete che c'è una porta. Essa conduce ad altri mondi, ed il mio più recondito desiderio è attraversarla, ma non posso. Ogni passo che muovo verso la porta la allontana sempre più da me. (Don't talk to strangers) Non parlare agli estranei. È una frase che dice molto del mio stato d'animo attuale. Non riesco più a fidarmi del prossimo, ripongo la mia totale fiducia in un numero assai esiguo di persone, nemmeno tra quelle che frequento continuamente credo di potermi fidare ciecamente di tutti. Quelli su cui posso veramente fare affidamento di contano sulle dita di una mano, credo. Non ho più fiducia nella specie umana, nei miei simili, nel mondo da essi popolato, questo dovuto ad un mio non meglio identificato malessere che ha iniziato a farsi strada nei meandri dela mia persona. Parafrasando Roland di Gilead, "il mondo è andato avanti". Il MIO mondo è andato avanti, è cambiato, o forse sono io ad essere cambiato, forse entrambe le cose, forse nessuna. Mi sembra tutto diverso da un anno fa, eppure tutto così uguale. (Don't talk to strangers) Sabato ho compiuto ventidue anni. Possono sembrare pochi, soprattutto a chi ne ha recentemente compiuti ben di più, ma non lo sono. Più sono e più pesano. Vi chiederete allora come potrò sentirmi quando ne compirò quaranta, cinquanta, settanta, cento. Non lo so e non credo di volerlo sapere finché non succederà. Mi interesso di come mi sento ORA. Alla mia età, ognuno ha trovato la sua strada, o la sta imboccando. CHi lavora ormai ha un posto fisso e sta iniziando a fare carriera, chi studia è prossimo alla laurea, io no. C'è chi ha perseguito sogni e obiettivi o ha trovato già il modo per farlo, io no. C'è chi ha trovato l'amore, io no. Non mi sento realizzato, in sostanza. Le uniche soddisfazioni sono gli immancabili amici e il gruppo, i Sober 9 che mi permettono di continuare ad avere un sogno. (Don't talk to strangers) È un malessere imperscutabile, il mio. So da dove è partito, ma non so veramente cosa abbia scatenato. Ho avuto ben tre delusioni affettive negli ultimi mesi, una proprio ieri l'altro, e la quarta temo si stia avvicinando. Ma questo, insomma, per me è quasi normale. Però, una persona appartenente al mio passato è prepotentemente tornata nella mia vita in un modo che non capisco, ha completamente stravolto ogni scampolo del mio essere, ed il bello è che non ha fatto nulla per causarlo, era solo una persona di cui sentivo la mancanza, forse troppo, che non mi aspettavo mi sarebbe ripiombata addosso. Questo è stato il pretesto per la nascita di mille pensieri su chi sono io e su cosa è successo al mio mondo, il mio piccolo mondo personale. E non trovo risposta alcuna. (Don't talk to strangers) Sono tornato a scrivere su questo spazio perché avevo bisogno di uno sfogo. È facile sfogarsi quando ci si può nascondere dietro qualcun altro. Io mi nascondo dietro l'identità chiamata Falk Von Bicken, la quale non sono io, è una pura entità digitale da me creata, che non ha cervello se non il mio. Eppure io SONO Falk. Ed allo stesso tempo io non sono Falk. Sono io che scrivo qui, non Falk, Falk materialmente non esiste. È però una maschera comoda per i miei sfoghi. Questo space quindi subirà una modifica radicale per quanto riguarda i contenuti, ma non perché ho deciso di impostarlo in modo diverso, ma perché io sarò meno motivato a scrivere di nuovo l'angolo degli ospiti, o le favole della buonanotte. Dovrò comunque trovare il modo e il tempo di ultimare Le Cronache Di Terabytia, non mi piace lasciare le cose a metà. Sono io che sono cambiato, se cambio io anche Falk cambia, e così anche lo spazio virtuale che è la sua casa cambia. (Don't talk to strangers) Se state visualizzando questa pagina con Explorer, starete sentendo una canzone. È la canzone da cui ho preso il sottotitolo dello space e il titolo di questo post, una canzone che la dice lunga su di me allo stato attuale. La canzone è del grandissimo vocalist Ronnie James Dio, ex-cantante dei Black Sabbath ed ex-solista, ora riunito con la vecchia formazione dei Sabbath a cui lui aveva preso parte per un po' di anni, denominata Heaven And Hell per differenziarsi dai Black Sabbath veri e propri. La versione che state sentendo, però, è una versione ricreata dai miei irraggiungibili Blind Guardian, il gruppo che probabilmente non smetterò mai di amare più di ogni altro. Se in questo momento non avessi loro, non saprei come ritirarmi su nei momenti grigi. (Don't talk to strangers) Mi sento come se fossi sotto antidepressivi. A tratti euforico, a tratti serio ed introverso e quasi depresso. Non so cosa mi accade e non so quanto ci metterò a comprenderlo. Per il momento vi lascio con questo post lungo e sconclusionato, raffazzonato con pensieri che mi frullano per la testa e che sono buttati alla rinfusa, in attesa di ritrovare un ordine logico. Ora abbandono Falk e torno alla mia vera vita, per poi tornare qui molto presto e risvegliare Falk dal suo piccolo letargo e rimettere in moto i suoi pensieri, il suo mondo e la sua storia. A presto, a tutti, vi auguro di passare bei momenti, perché nella vita i bei momenti arrivano sempre, basta aspettare e non smettere mai di sperare. Have faith. Ka. (Don't talk to strangers) CANZONE DEL GIORNO Ronnie James Dio - Don't Talk To Strangers 2月7日 Welcome to my worldAvantasia
The Toy Master
[THE TOY MASTER:]
Don't you be afraid, come and step inside, take a look around
I'm your Holy Grail in your candy store, to save you from the profound They used to dream in only black and white Can't you hear them scream, drowning in the tide Out in the cold, I see water frozen in their eyes What a sorry sight I am willing to believe They would pay for a smile I'm the master of toys And all you girls and boys Are welcome to my wonderland I'm the angel of joy And I'm here to paint the void Welcome to my world To my dream factory Say hello to the gentleman with the paint The deeper you're in the blue, the sweeter the sound of your plaint If only I had a heart it would break, oh sure And I wonder how much more they can take [THE SCARECROW:]
Out in the cold, I see water frozen in their eyes What a sorry sight I am willing to believe They would pay for a smile [THE TOY MASTER:]
I'm the master of toys And all you girls and boys Are welcome to my wonderland I'm the angel of joy And I'm here to paint the void Welcome to my world To my dream factory I'm dealing in pain And a little Novocaine Welcome to my world, to my toy factory [THE SCARECROW:]
No more striding on the classes No more striding on the masses On their knees, conformity They are waiting for the hero They are flying at zero It's their turn, to crash and burn [THE TOY MASTER:] No more striding on the classes No more striding on the masses On their knees, conformity They are waiting for the hero They are flying at zero It's their turn, to crash and burn Master of yer toys All you girls and boys Are welcome to my wonderland The angel of yer joy And I'm here to paint the void Welcome to my world I've come to bring you pain And a little Novocaine Welcome to my world. 12月23日 Sober 9 In Holiday!Salve a tutti. Comunico che sono in partenza per l'ascolana patria, tornerò venerdì. Ma sabato riparto per la montagna con gli amici per il Capodanno. Ciò significa che prima dell'anno prossimo non ci sono. Voi direte: "C'è differenza?" No, date le mie scarse presenza sul mio stesso blog nell'ultimo periodo. Ma nella lista dei buoni propositi per l'anno nuovo c'è anche la promessa di tornare al lavoro su questo blog come ai bei vecchi tempi (è una promessa che mi sono fatto un po' troppo spesso, però).
Non disperate!
Venendo al fulcro della questione: ieri sera cena col gruppo.
Ah, per inciso, il nome è definitivo, Sober 9! È un nome molto hard rock!
Siamo stati al Punaro. Chi è di Vicenza sa che significa. Un posto dove si parla solo dialetto veneto, dove un bicchiere di vino è un boccale da litro, dove tutti intorno a te cantano, urlano, bestemmiano e ruttano. Un posto perfetto per noi, insomma! Per il racconto dei singoli episodi sarà sicuramente meglio che visitiate BaoRozzo-Gio, ma vi assicuro che avevamo tutti e cinque male alle mascelle per il troppo ridere!
Mauro ubriaco: impagabile.
Dal 2008 inizieremo a registrare l'agognato demo. Ci lavoreremo un bel po', quindi mi auguro che il prodotto finale sia buono... Coroneremo la fatica del demo con un'altra 'Magnada Sober 9'!
In ogni modo, la strada per il successo è fatta di pubblicità (che belle frasi che dico), per cui chi volesse avere a che fare con noi (tranquilli, non è una minaccia) può:
1) visitare la pagina http://www.myspace.com/sober9band/ ;
2) contattarci all'indirizzo sober9@hotmail.it .
Con questo vi auguro buone feste, buon Natale, buon Anno, in caso non ci vediamo anche buona Pasqua e tutte cose di quel tipo lì.
You're in the Psycho Circus!
CANZONE DEL GIORNO
The Crazy World Of Arthur Brown - Fire 12月21日 Hello! Here I am! Here we are! We are one!KISS
PSYCHO CIRCUS
Hello!
Here I am Here we are, we are one I've been waiting for this night to come Get up! Now it's time for me to take my place The make-up runnin' down my face We're exiled from the human race. You're in the psy You're in the Psycho Circus You're in the psy You're in the Psycho Circus And I say welcome to the show. I've been waiting here to be your guide So come Reveal the secrets that you keep inside Step up! No one leaves 'til the night is done The amplifier starts to hum The carnival has just begun. You're in the psy You're in the Psycho Circus You're in the psy You're in the Psycho Circus And I say welcome to the show Welcome to the show Welcome to the show Welcome to the show The show I, I've been waiting here to be your guide So come Reveal the secrets that you keep inside Step up! No one leaves 'til the night is done The amplifier starts to hum The carnival has just begun. You're in the psy
You're in the Psycho Circus You're in the psy You're in the Psycho Circus You're in the psy
You're in the Psycho Circus You're in the psy You're in the Psycho Circus And I say welcome to the show
Welcome to the show
Welcome to the show
And I say welcome to the show |
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