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7月18日

Qualcuno era comunista

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.

Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà... La mamma no.

Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.

Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.

Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica.

Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche... Lo esigevano tutti.

Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.

Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.

Qualcuno era comunista perché prima... Prima prima... Era fascista.

Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano.

Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.

Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.

Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.

Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.

Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.

Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'operaio.

Qualcuno era comunista perché voleva l'aumento di stipendio.

Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente!

Qualcuno era comunista perché la borghesia, il proletariato, la lotta di classe, cazzo!

Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.

Qualcuno era comunista perché guardava solo Raitre.

Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.

Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.

Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini..
.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo secondo Lenin.

Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia.

Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri!

Qualcuno era comunista perché c'era il grande partito comunista!

Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista...

Qualcuno era comunista perché non c'era niente di meglio.

Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d'Europa!

Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda...

Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant'anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.

Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l'Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera...

Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.

Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.

Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos'altro.

Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.

Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.

Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come... più di sé stesso. Era come... due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare... Come dei gabbiani ipotetici.

E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.

Due miserie in un corpo solo.


Giorgio Gaber
5月1日

Don't Talk To Strangers

Don't talk to strangers.
Non parlare agli estranei.

Benritrovati. Avrete notato l'immane cambiamento grafico del blog. Diciamo che avevo voglia di novità. Ho persino abbandonato le scritte viola, perché con questa grafica stanno malissimo. Il problema sarà leggere i post precedenti, perché sono ancora in quel colore. Un cambiamento grafico dovuto ad un cambiamento mio, ad un diverso modo di pensare. Tutto è modificato in funzione dell'immagine che vedete qui dietro. Vedrete che c'è una porta. Essa conduce ad altri mondi, ed il mio più recondito desiderio è attraversarla, ma non posso. Ogni passo che muovo verso la porta la allontana sempre più da me.

(Don't talk to strangers)

Non parlare agli estranei. È una frase che dice molto del mio stato d'animo attuale. Non riesco più a fidarmi del prossimo, ripongo la mia totale fiducia in un numero assai esiguo di persone, nemmeno tra quelle che frequento continuamente credo di potermi fidare ciecamente di tutti. Quelli su cui posso veramente fare affidamento di contano sulle dita di una mano, credo. Non ho più fiducia nella specie umana, nei miei simili, nel mondo da essi popolato, questo dovuto ad un mio non meglio identificato malessere che ha iniziato a farsi strada nei meandri dela mia persona. Parafrasando Roland di Gilead, "il mondo è andato avanti". Il MIO mondo è andato avanti, è cambiato, o forse sono io ad essere cambiato, forse entrambe le cose, forse nessuna. Mi sembra tutto diverso da un anno fa, eppure tutto così uguale.

(Don't talk to strangers)


Sabato ho compiuto ventidue anni. Possono sembrare pochi, soprattutto a chi ne ha recentemente compiuti ben di più, ma non lo sono. Più sono e più pesano. Vi chiederete allora come potrò sentirmi quando ne compirò quaranta, cinquanta, settanta, cento. Non lo so e non credo di volerlo sapere finché non succederà. Mi interesso di come mi sento ORA. Alla mia età, ognuno ha trovato la sua strada, o la sta imboccando. CHi lavora ormai ha un posto fisso e sta iniziando a fare carriera, chi studia è prossimo alla laurea, io no. C'è chi ha perseguito sogni e obiettivi o ha trovato già il modo per farlo, io no. C'è chi ha trovato l'amore, io no. Non mi sento realizzato, in sostanza. Le uniche soddisfazioni sono gli immancabili amici e il gruppo, i Sober 9 che mi permettono di continuare ad avere un sogno.

(Don't talk to strangers)

È un malessere imperscutabile, il mio. So da dove è partito, ma non so veramente cosa abbia scatenato. Ho avuto ben tre delusioni affettive negli ultimi mesi, una proprio ieri l'altro, e la quarta temo si stia avvicinando. Ma questo, insomma, per me è quasi normale. Però, una persona appartenente al mio passato è prepotentemente tornata nella mia vita in un modo che non capisco, ha completamente stravolto ogni scampolo del mio essere, ed il bello è che non ha fatto nulla per causarlo, era solo una persona di cui sentivo la mancanza, forse troppo, che non mi aspettavo mi sarebbe ripiombata addosso. Questo è stato il pretesto per la nascita di mille pensieri su chi sono io e su cosa è successo al mio mondo, il mio piccolo mondo personale. E non trovo risposta alcuna.

(Don't talk to strangers)

Sono tornato a scrivere su questo spazio perché avevo bisogno di uno sfogo. È facile sfogarsi quando ci si può nascondere dietro qualcun altro. Io mi nascondo dietro l'identità chiamata Falk Von Bicken, la quale non sono io, è una pura entità digitale da me creata, che non ha cervello se non il mio. Eppure io SONO Falk. Ed allo stesso tempo io non sono Falk. Sono io che scrivo qui, non Falk, Falk materialmente non esiste. È però una maschera comoda per i miei sfoghi. Questo space quindi subirà una modifica radicale per quanto riguarda i contenuti, ma non perché ho deciso di impostarlo in modo diverso, ma perché io sarò meno motivato a scrivere di nuovo l'angolo degli ospiti, o le favole della buonanotte. Dovrò comunque trovare il modo e il tempo di ultimare Le Cronache Di Terabytia, non mi piace lasciare le cose a metà. Sono io che sono cambiato, se cambio io anche Falk cambia, e così anche lo spazio virtuale che è la sua casa cambia.

(Don't talk to strangers)

Se state visualizzando questa pagina con Explorer, starete sentendo una canzone. È la canzone da cui ho preso il sottotitolo dello space e il titolo di questo post, una canzone che la dice lunga su di me allo stato attuale. La canzone è del grandissimo vocalist Ronnie James Dio, ex-cantante dei Black Sabbath ed ex-solista, ora riunito con la vecchia formazione dei Sabbath a cui lui aveva preso parte per un po' di anni, denominata Heaven And Hell per differenziarsi dai Black Sabbath veri e propri. La versione che state sentendo, però, è una versione ricreata dai miei irraggiungibili Blind Guardian, il gruppo che probabilmente non smetterò mai di amare più di ogni altro. Se in questo momento non avessi loro, non saprei come ritirarmi su nei momenti grigi.

(Don't talk to strangers)

Mi sento come se fossi sotto antidepressivi. A tratti euforico, a tratti serio ed introverso e quasi depresso. Non so cosa mi accade e non so quanto ci metterò a comprenderlo. Per il momento vi lascio con questo post lungo e sconclusionato, raffazzonato con pensieri che mi frullano per la testa e che sono buttati alla rinfusa, in attesa di ritrovare un ordine logico. Ora abbandono Falk e torno alla mia vera vita, per poi tornare qui molto presto e risvegliare Falk dal suo piccolo letargo e rimettere in moto i suoi pensieri, il suo mondo e la sua storia. A presto, a tutti, vi auguro di passare bei momenti, perché nella vita i bei momenti arrivano sempre, basta aspettare e non smettere mai di sperare. Have faith. Ka.

(Don't talk to strangers)


CANZONE DEL GIORNO
Ronnie James Dio - Don't Talk To Strangers


2月7日

Welcome to my world

Avantasia
The Toy Master
 
 
[THE TOY MASTER:] 
Don't you be afraid, come and step inside, take a look around
I'm your Holy Grail in your candy store, to save you from the profound
They used to dream in only black and white
Can't you hear them scream, drowning in the tide

Out in the cold, I see water frozen in their eyes
What a sorry sight
I am willing to believe
They would pay for a smile

I'm the master of toys
And all you girls and boys
Are welcome to my wonderland

I'm the angel of joy
And I'm here to paint the void
Welcome to my world
To my dream factory

Say hello to the gentleman with the paint
The deeper you're in the blue, the sweeter the sound of your plaint
If only I had a heart it would break, oh sure
And I wonder how much more they can take

 
[THE SCARECROW:]
Out in the cold, I see water frozen in their eyes
What a sorry sight
I am willing to believe
They would pay for a smile

 
[THE TOY MASTER:]
I'm the master of toys
And all you girls and boys
Are welcome to my wonderland

I'm the angel of joy
And I'm here to paint the void
Welcome to my world
To my dream factory

I'm dealing in pain
And a little Novocaine
Welcome to my world, to my toy factory

 
[THE SCARECROW:]
No more striding on the classes
No more striding on the masses
On their knees, conformity

They are waiting for the hero
They are flying at zero
It's their turn, to crash and burn

 
[THE TOY MASTER:]
No more striding on the classes
No more striding on the masses
On their knees, conformity

They are waiting for the hero
They are flying at zero
It's their turn, to crash and burn

Master of yer toys
All you girls and boys
Are welcome to my wonderland

The angel of yer joy
And I'm here to paint the void
Welcome to my world

I've come to bring you pain
And a little Novocaine
Welcome to my world.
12月23日

Sober 9 In Holiday!

Salve a tutti. Comunico che sono in partenza per l'ascolana patria, tornerò venerdì. Ma sabato riparto per la montagna con gli amici per il Capodanno. Ciò significa che prima dell'anno prossimo non ci sono. Voi direte: "C'è differenza?" No, date le mie scarse presenza sul mio stesso blog nell'ultimo periodo. Ma nella lista dei buoni propositi per l'anno nuovo c'è anche la promessa di tornare al lavoro su questo blog come ai bei vecchi tempi (è una promessa che mi sono fatto un po' troppo spesso, però).
Non disperate!
 
Venendo al fulcro della questione: ieri sera cena col gruppo.
Ah, per inciso, il nome è definitivo, Sober 9! È un nome molto hard rock!
Siamo stati al Punaro. Chi è di Vicenza sa che significa. Un posto dove si parla solo dialetto veneto, dove un bicchiere di vino è un boccale da litro, dove tutti intorno a te cantano, urlano, bestemmiano e ruttano. Un posto perfetto per noi, insomma! Per il racconto dei singoli episodi sarà sicuramente meglio che visitiate BaoRozzo-Gio, ma vi assicuro che avevamo tutti e cinque male alle mascelle per il troppo ridere!
 
Mauro ubriaco: impagabile.
 
Dal 2008 inizieremo a registrare l'agognato demo. Ci lavoreremo un bel po', quindi mi auguro che il prodotto finale sia buono... Coroneremo la fatica del demo con un'altra 'Magnada Sober 9'!
 
In ogni modo, la strada per il successo è fatta di pubblicità (che belle frasi che dico), per cui chi volesse avere a che fare con noi (tranquilli, non è una minaccia) può:
1) visitare la pagina http://www.myspace.com/sober9band/ ;
2) contattarci all'indirizzo sober9@hotmail.it .
 
Con questo vi auguro buone feste, buon Natale, buon Anno, in caso non ci vediamo anche buona Pasqua e tutte cose di quel tipo lì.
You're in the Psycho Circus!
 
CANZONE DEL GIORNO
The Crazy World Of Arthur Brown - Fire
12月21日

Hello! Here I am! Here we are! We are one!

KISS
PSYCHO CIRCUS


Hello!
Here I am
Here we are, we are one
I've been waiting for this night to come
Get up!
Now it's time for me to take my place
The make-up runnin' down my face
We're exiled from the human race.

You're in the psy
You're in the Psycho Circus
You're in the psy
You're in the Psycho Circus
And I say welcome to the show.

I've been waiting here to be your guide
So come
Reveal the secrets that you keep inside
Step up!
No one leaves 'til the night is done
The amplifier starts to hum
The carnival has just begun.

You're in the psy
You're in the Psycho Circus
You're in the psy
You're in the Psycho Circus
And I say welcome to the show
Welcome to the show
Welcome to the show
Welcome to the show
The show

I, I've been waiting here to be your guide
So come
Reveal the secrets that you keep inside
Step up!
No one leaves 'til the night is done
The amplifier starts to hum
The carnival has just begun.
 
You're in the psy
You're in the Psycho Circus
You're in the psy
You're in the Psycho Circus
You're in the psy
You're in the Psycho Circus
You're in the psy
You're in the Psycho Circus
And I say welcome to the show
Welcome to the show
Welcome to the show
And I say welcome to the show


11月26日

Restart...?

Sedeva lì, di fronte allo schermo del suo pc.
La schermata visualizzava la pagina 'Aggiungi Intervento' del suo blog.
Una scena vista centinaia di volte. Ma stavolta era diverso. La stasi creativa perdurava da molto tempo ormai... E nessuno più veniva nel suo blog.
Impalato, di fronte al monitor, a fissare ogni minimo particolare dell'immagine visualizzata... Come se ciò potesse aiutarlo.
"Sei un imbecille. Hai scritto fior di minchiate su questo blog e non riesci ad inventartene un'altra?" Disse una voce molto scorbutica che risuonava nella sua mente.
"Dai su", rispose un'altra voce più posata, "in un periodo un po' stressante della vita può capitare".
"Insomma, neanche tanto", aggiunse una vocina flebile flebile che si sentiva appena.
"Appunto!" continuò la voce scorbutica, "non è possibile che non si riescano a scrivere quattro menate per far star buoni i lettori!"
"Sono affari miei quello che faccio", rispose lui freddo.
"No, affatto!" riprese la voce scorbutica, "sono affari anche di chi ti legge!"
"Su, andiamo, non serve alzare la voce", disse la voce posata.
"Certo che qualcosa si potrebbe pure scrivere", intervenne la vocina flebile flebile, sempre molto sottovoce.
"Qualcosa si potrebbe pure scrivere!" ripeté la voce scorbutica, che aveva sicuramente meno peli sulla lingua.
"Smettetela", disse lui, "mi farete impazzire".
"Finché continui a guardare il monitor le parole non si scriveranno da sole!" continuò la voce scorbutica.
"Ma che colpa ne ha lui, poveretto..." disse titubante la voce posata.
"Ma per niente!" aggiunse la vocina flebile flebile.
"Adesso basta!" gridò lui.
Tutte le voci sembravano essere di colpo scomparse.
Si ritrovò nuovamente a fissare il monitor, qando, ad un tratto, gli balenò nella mente cosa doveva fare.
Ed iniziò a scrivere.
 
 
CANZONE DEL GIORNO
Avantasia - Lost In Space
10月25日

Photos!

Scrivo per dire che sono state aggiunte le foto di quest'estate, io al mare coi miei amici, e della Photo Session col mio gruppo di martedì sera.
Appunti: Al mare c'ra anche Diana, solo che ogni voltache le si faceva una foto lei diceva "sono brutta, sono brutta" e la cancellava, indi su 120 foto lei compare in 4. E che ci posso fare.
Per il gruppo, invece, ho diviso le foto per membro del gruppo, così prima ci sono le mie, poi quelle di Momo, poi quelle di Gio, poi quelle di Ivo, poi quelle di Mauro, poi le foto di noi che suoniamo, poi le foto della band al completo, poi foto varie.
Fatemi sapere che ne pensate!
Inoltre, aiutateci: ci serve un nome per il gruppo.
Tra i tanti che sono stati votati, eccone una selezione:
 
Sober 9
Cinder
Idrosin Esh
CIFO
M.A.G.I.A.
A.M.I.G.A.
Niten
One Way
 
Secondo voi qual è il meglio?
Se poi avete altre proposte, ben venga! Mi raccomando, un bel nome HARD ROCK!
 
 
CANZONE DEL GIORNO
Mägo De Oz - La Posada De Los Muertos
10月22日

Molte tante scuse + Traduzione

Salve a voi.
Purtroppo questo blog è in fase di stasi, ma io non ho tempo, gente. Volete che vi faccio il programmino della mia settimana?

Lunedì: Alle 9 esco di casa per andare all'università, torno a casa la sera alle 7. Poi vado in palestra e mangio fuori, torno a casa verso le 10.30.

Martedì: Alle 9 esco di casa per andare all'università, torno a casa alle 6.30. Alle 8 devo aver già mangiato perché alle 8.30 vado a provare col gruppo.

Mercoledì: Alle 9 esco di casa per andare all'università, mi fermo a padova da mio padre dove, giustamente, non ho Internet.

Giovedì: Torno a casa verso le 5.30, vado subito in palestra. La sera può essere che esco.

Venerdì: Torno a casa verso le 5.30, vado subito in palestra. La sera esco SICURAMENTE.

Sabato: La mattina sono in palestra. Il pomeriggio, magari, esco, dopo la settimana che ho avuto, insomma! Poi chiaramente la sera non ci sono per nessuno, tranne che per le persone con cui esco.

Domenica: È il mio unico giorno libero, generalmente votato al cazzeggio più totale.

Quindi ho poschissimo tempo. Posso riuscire a farmi strappare la promessa che entro domenica avrò pubblicato la terza parte de Le Cronache di Terabytia, in tempo per il quarto capitolo. Ma non sempre è facile mantenere certe promesse.
Abbiate pietà.

CANZONE DEL GIORNO
Mägo De Oz - Y Ahora Voy A Salír


Corollario: Ecco la traduzione del 'Padre Nuestro', meglio conosciuto come 'Salma de los Deseheredados', traducibile come 'Salmo degli Eretici', seppur come 'eretico' si intende più 'ateo'.

Padre Nostro, di tutti noi,
Dei poveri, dei senzatetto,
Dei dimenticati e di coloro che non hanno protezione,
Degli eretici
E di coloro degni di miseria,
Di coloro che ti seguono
E di noi che in Te più non crediamo.

Scendi dai Cieli
Perché qui è l'Inferno.
Scendi dal tuo trono,
Perché qui ci sono guerre, fame, ingiustizie,
Non balbettare di essere uno e trino,
Con uno solo che abbia intenzione di aiutarci, ci basterebbe.

Quel è il tuo Regno?
Il Vaticano?
La Banca?
La Politica?

Il nostro regno è Nigeria,
Etiopia, Colombia, Hiroshima,
Il nostro pane quotidiano
Sono gli stupri,
La violenza in generale,
La pedofilia, la dittatura,
Il cambio climatico.

Cado ogni giorno in tentazione,
Non c'è giorno in cui non si è tentati
Di creare un Dio umile,
Un Dio giusto,
Un Dio che stia in Terra,
Nelle pianure, nei fiumi,
Un Dio che viva nella pioggia,
Che viaggi a cavallo del vento
E accarezzi la nostra anima.

Un Dio dei tristi, degli omosessuali.
Un Dio più umano,
Un Dio che non punisca, che insegni,
Un Dio che non minacci, che protegga,

Che se cado mi faccia rialzare,
Che se mi perdo mi tenda la sua mano,
Un Dio che se sbaglio non mi incolpi,
E che se dubito mi capisca,
Perché mi dotò di intelligenza,
Per dubitare di tutto.

Padre Nostro, di tutti noi,
Perché ci hai dimenticato?
Padre Nostro, cieco, sordo e disoccupato,
Perché ci hai abbandonato?

10月19日

Padre Nuestro

 Padre nuestro, de todos nosotros,
De los pobres, de los sin techo,
De los marginados y de los desprotegidos,
De los deseheredados
Y de los dueños de la miseria,
De los que te siguen
Y de los que en ti ya no creemos.

Baja de los cielos
Pues aquí está el infierno.
Baja de tu trono,
Pues aquí hay guerras, hambre, injusticias,
No hace falta que seas uno y trino,
Con uno sólo que tenga ganas de ayudar, nos bastaría.

¿Cuál es tu reino?
¿El Vaticano?
¿La banca?
¿La alta política?

Nuestro reino es Nigeria,
Etiopía, Colombia, Hiroshima,
El pan nuestro de cada día
Son las violaciones,
La violencia de género,
La pederastía, las dictaduras,
El cambio climático.

En la tentación caigo diario,
No hay mañana en la que no esté tentado
De crear a un Dios humilde,
Un Dios justo,
Un Dios que esté en la tierra,
En los valles, los ríos,
Un Dios que viva en la lluvia,
Que viaje a través del viento
Y acaricie nuestra Alma.

Un Dios de los tristes, de los homosexuales.
Un Dios más humano,
Un Dios que no castigue, que enseñe,
Un Dios que no amenace, que proteja,

Que si me caigo me levante,
Que si me pierdo, me tiende a su mano,
Un Dios que si hiero no me culpe
Y que si dudo me entienda,
Pues para eso me dotó de inteligencia,
Para dudar de todo.

Padre nuestro de todos nosotros,
¿Por qué nos has olvidado?,
Padre nuestro, ciego, sordo y desocupado,
¿Por qué nos has abandonado?
 
 
 
Questa è una apecie di anti-preghiera che si trova alla fine de La Cantata Del Diablo (Missit Me Dominus) dei Mägo De Oz. Avevo penato i tradurvela, ma mi accorgo che sta molto meglio se la lascio così. Non dovrebbe esservi troppo difficile apirne il senso, comunque...
Saluti!

10月15日

Le Cronache di Terabytia - Capitolo II

LE CRONACHE DI TERABYTIA
Capitolo II - Il Primo Compagno
 
 
RIASSUNTO DELLA PUNTATA PRECEDENTE:
In un mondo informatico vive Pixie il Pixel, un pixel (lo dice il titolo) che cionduce una vita normale e priva di soddisfazioni.
Un giorno, un terribile boato scuote Terabytia,e Pixie si mete in viaggio per scoprirne le cause.
Tratto da una storia vera!
 
RIPRENDIAMO:
Strade di silicio e vaste lande metalliche, questo era il paesaggio extraurbano di Terabytia.
Un paesaggio desolato e triste, pensava Pixie. Ma d'altronde non aveva di meglio da vedere.
Erano diversi giorni che Pixie camminava (come può un pixel camminare lo spiegheremo un'altra volta...) e stava ormi iniziando a pentirsi amaramente di aver intrapreso un simile viaggio, quando accadde l'imprevisto: la strada si interruppe.
C'era un baratro. Una voragine pazzescamente enorme che non sembrava avere fondo, né fine. Ovunque pixie si girasse, non vedeva null'altro.
"Sempre meglio", pensò Pixie. "E adesso?"
Iniziò a camminare lungo il bordo della voragine, e circa due giorni dopo si rese conto che quella voragine sarebbe potuta benissimo essere uno spacco in due dell'intero pianeta di Terabytia. Questo lo indusse ad una colta considerazione di sconforto ("Merda!") e decise di fermarsi lì per la notte, riposarsi un po' e ripartire la mattina dopo per tornare ad Intelcity e raccontare a tutti cosa aveva visto.
Durante la notte, ricomparve il vecchio pixel con la barba che contnuava a dirgli quelle frasi angosciose: "Pixie non desistere, Terabytia conta su di te", "Sei l'unica speranza per Terabytia", "Il proprietario di una Skoda Fabia targata AA 782 VV è pregato di spostarla immediatamente"...
Al risveglio, notò che il sole non c'era.
Cioè, non è che non c'era, c'era.
Era lui che non lo vedeva.
Come perché? Ma aspettate un attimo, ci sto arrivando!
Che pubblico pedante!
Schiudendo bene gli occhi, si accorse che c'era uno strano bit sopra di lui, che lo fissava insistentemente. Pixie iniziò a gridare: "Chi cazzarola saresti tu?!"
Il bit si ritrasse immediatamente, piagnucolando: "No, non farmi del male, ti prego!"
Pixie lo guardò aggrottando la fronte (presto pubblicherò uno studio su come un pixel possa avere una fronte e persino aggrottarla...) e rispose: "Ma che stai dicendo? Sei impazzito? Perché dovrei farti del male?"
"Perché tutti lo fanno", rispose il bit, "tutti i miei amici: Bitto, Bittey, soprattutto Bitter, che noi chiamiamo di soprannome 'crodino'..."
"E perché mai ti picchiano?"
"Perché sono SCÈMO!"
"Beh, allora hanno ragione...!"
Il bit sembrò inizialmente offeso, poi l'espressione del suo viso mutò, come se non ci stesse facendo molto caso, in realtà (e un po' era proprio così).
Pixie vide che il suo nuovo conoscente era fermo ed inespressivo, allora incalzò: "Perché sei qui, bit?"
Il bit lo guardò e rispose: "Vivevo ad AMDistrict. Vivevo male. Così ho deciso di fuggire, ma pochi giorni dopo la mia fuga ho sentito un boato sordo e ho visto una luce rossa in quella direzione. Allora mi sono messo a correre ma sono stato bloccato da questa voragine... Sono giorni che ne percorro il bordo sperando di trovare un modo per oltrepassarla, ma non ci sono riuscito! Sono preoccupatissimo! Potrebbe essere successo qualcosa ai miei amici! Erano un po' stronzi, ma mi volevano bene, a modo loro! Comunque, stamattina ho incontrato te e ho iniziato ad osservarti, poi tu ti sei svegliato e... Beh, il resto lo sai..."
Pixie si fermò a riflettere su due cose: la prima era che 'il resto lo sai' era una frase logora tipica dei file video, una frase che si era stufato di sentire da anni. La seconda era che effettivamente ad AMDistrict poteva veramente essere successo qualcosa di brutto... Decise perciò di raccontare tutto quello che sapeva al bit, che si mise a piangere spargendo molte lacrime, tantissime lacrime, circa 1001101001010 lacrime (è un bit, in fondo).
"Incredibile", singhiozzò il bit, "sono 1010 giorni che sono scappato e non sapevo niente di tutto questo..."
"Cos... 1010 giorni?!? Quasi tre anni?!?", domandò esterrefatto Pixie.
"Tre? Cosa vuol dire?", ribatté il bit, "1010! Cioè, 1, 10, 11, 100, 101, 110, 111, 1000, 1001... 1010! Sì, sono 1010!"
Notevole, Pixie si era dimenticato della numerazione binaria. I bit, si sa, sanno contare solo così.
"Insomma, bit, qual è il tuo nome?" (si era dimenticato anche di non averglielo ancora chiesto)
"Bittie", rispose Bittie, "e il tuo?"
"Pixie... Forse era destino che io e te ci incontrassimo. Continuiamo a camminare lungo il baratro, cerchiamo un modo per andare dall'altra parte. Prima che tu mi incontrassi, stavo cercando di raggiungere AMDistrict, per cui tu mi accompagnerai fino a là".
Il volto del bit si illuminò di gioia (ebbene sì, i bit hanno un volto, e questo volto si può pure illuminare di gioia! Ah, la tecnica moderna!): "Davvero, signor Pixie?!? Posso venire con te? Io ho paura a muovermi da solo per le cybersteppe!"
"(Sigh) Sì, certo, come no... Ora, in marcia... Ci vorranno dei giorni per trovare un modo per arrivare di là, SE lo troviamo! Partiamo subito..."
"Signorsì, signor Pixie!"
"Non chiamarmi signor Pixie..."
"Ci proverò, signor Pixie!"
"Sigh"
E iniziò il viaggio di due minuscoli esserini... Un viaggio per andare dall'altra parte!

NEL PROSSIMO CAPITOLO:
Intrighi mozzafiato! Colpi di scena suspenceosi!
DO-DOOOONN!!!!!
Come andrà tra Pixie e Bittie?
Chi è davvero Bittie?
Ma che è successo veramente a AMDistrict?
Perché timbrare i biglietti si dice 'obliterare'?

Nel prossimo capitolo, la risposta a tutte (circa) queste domande terribilmente spinoseeeehh!!

STAY TUNED!

CANZONE DEL GIORNO
Ronnie James Dio - Holy Diver

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO [Broken]

A causa di problemi tecnici fra MSN e il mio pc, la seconda parte delle Cronache di Terabytia è spostata a data da stabilirsi, entro comunque la fine della giornata di lunedì.
Ci scusiamoper l'inconveniene.
 
Per non lasciarvi proprio a becco asciutto, ecco il testo della canzone che gli utenti di Internet Explorer stanno asoltando in questo momento.
Peace.
 
 
Sonata Arctica
Broken
 
I was raised from a broken seed, I grew up to be an unwanted weed.
Ever faster the time exceeds me, little harder again to remember...you.

Held a torch for you, when lightning struck me, once again, hope I died for the last time.
Only one I have a thing greater than you, little light on the sky every night.

Morning dew on the field, where I met you.
I was frozen a year, couldn't get through.
Got a sign, not a scar, on my shoulder, I am not quite the man you take me for...

Fell in love with the weakness within me.
Tried to force me the Ring and own me.
Guess you found what you'd think would oblige me, little version of me to consume you...
I'd give my everything to you, follow you through the garden of oblivion.
If only I could tell you everything, the little things you'll never dare to ask me...

Do you really know me? I might be a God.
Show me that you care and have a cry.
How do you see me?... as the one?
Can you see my blood when I'm bleeding.
How can you love this exile, and how could I desire you.
When my pain is my pain and yours is too...

On this deadwinter's night. Darkness becomes this child.
Bless this night with a tear. For I have none I fear...

Seven lives of a man, passed before me.
Seven graves, one for every love I've had.
Only once I have broken my so called heart.
Only one made me see why they cry.

Will I learn how to be one of you someday?
Will I still feel the eyes that behold me.
Will I hear what you think, when you see me?
Will it tear me apart if you feel for me...

I 'd give my everything to you, follow you through the garden of oblivion.
If only I could tell you everything, the little things you'll never dare to ask me...

Do you really know me? I might be a God.
Show me that you care and have a cry.
How do you see me?... as the one?
Can you see my blood when I'm bleeding.
How can you love this exile, and how could I desire you.
When my pain is my pain and your is too...

On this deadwinter's night. Darkness becomes this child.
Bless this night with a tear. For I have none I fear...

Little broken , always been, a part of you belongs to me.
You were never mine to love, but this all has made it easy for me...

Burning feathers, not an angel, Heaven's closed , Hell's sold out.
So I walk on the earth, behind the curtains, hidden from everyone,
until I find a new life to ruin again

On this deadwinter's night. Darkness becomes this child.
Bless this night with a tear. For I have none I fear...

On this deadwinter's night. Darkness becomes this child.
Bless this night with a tear. For I have none I fear...
10月10日

Ma... Ma... Ma... MA!!!

Salve a tutti.
Oggi il momento musicale slitta, lo vedrete domani.
Ho bisogno di sfogarmi un po'.
Domanda: perché le ex si devono far risentire nei momenti sbagliati?
La mia ex, oltretutto, è una che si fa problemi di ogni ordine.
Ricapitoliamo: sabato Andrea mi chiede se può venire anche lei la sera con noi. Ovviamente col suo ragazzo. Io ho risposto così: ho problemi in famiglia, ho litigato con la mia migliore amica, il sabato sera siamo pure in pochi... Ma dai, facciamola venire! Anzi, invitiamo pure Martina, così sai che bella serata mi passo! In sostanza, ho detto che lei poteva pure venire, ma non sarei venuto io. Cioè, piuttosto me ne stavo a casa.
Non sono più innamorato di lei, sarebbe gravetto dopo un anno che non siamo più insieme.
È solo che una ex è una ex (e questo molti/e lo capiscono). A meno che tu non abbia qualcun altro per la testa, un certo non so che resta. Una gelosia, fisica. Anche forte.
Per cui, a vederli insieme avrei soltanto rischiato di figurarmeli in atteggiamenti che in una storia di cinque mesi è difficile non avere, fra l'altro atteggiamenti che NON aveva avuto con ME, indi avrebbe fatto ancora più male.
Lei poi non è venuta, e per me la storia finiva lì.
Evidentemente, per lei no.
Stasera mi scrive (mentre provavo con Momi, Gio, Mauro e Ivo, cioè nel mio momento "niente pensieri" settimanale) che le dispiace di avermi messo a disagio sabato, che non voleva.
Ora, a voi potrà semplicemente sembrare un messaggio carino e in buona fede.
Ma io la conosco.
Allora, sono mesi che lei mi dice o mi fa sapere che vorrebbe parlarmi. Va bene, per me, ma sia chiaro, non intendo passare un pomeriggo del tipo "ah ciao come stai ma da quanto tempo dimmi un po' tutto bene come stai col tuo ragazzo si tromba allora hehehe ma dai non ci credo" come se niente fosse successo. Anzi, io vorrei avere diversi chiarimenti su diverse situazioni e diversi comportamenti che non mi sono piaciuti (ma proprio per niente). Pareva le andasse bene, poi sparita.
Ogni tanto ricompare, mi scrive un messaggio DEL CAZZO del tipo come stai e poi io rispondo e lei sparisce. Io stasera le ho risposto quello che ho scritto qualche riga sopra per spiegarle, sempre cordiale ma distaccato come di mio solito quando la sento. E lei risponde...? "Non sapevo dei tuoi problemi, se hai bisogno dimmelo"...
Allora.
Primo: se ho bisogno di qualcuno vado a cercarlo, e se non ti ho cercata...
Secondo: la maggior parte dei miei problemi nell'ultimo anno me li hai causati TU, come puoi essere d'aiuto?
Terzo: MNNGGLMDNN!!!
Il buon senso alla fine prevale, io le scrivo: "Scusa, ma non credo tu possa aiutarmi", punto.
Cordiale ma distaccato.
È bellissimo, dovreste provare.
Baideuei (by the way, in ogni modo), allora.
Vuoi vedermi? Dimmelo.
Non iniziare il discorso per poi fuggire. Fuggire da cosa poi? Sono uno che ammazza la gente? No. Sono uno che picchia la gente? Beh, sì, ma solo Paolo e Andrea che mi snervano, alla fine. MAI le donne, comunque. Di che CZZDLLMNCHPTTN hai paura?!?
 
Uff...
 
Comunque.
Sono dell'idea che se uno vuole ricostruire un rapporto (di qualsiasi tipo) con una persona e non prova a farlo, allora in realtà non vuole farlo.
"Sì, domani lo chiamo e gli parlo", e poi non lo fa. Emmaccheccazzo! Quante volte succedono queste cose? UN SACCO! E allora perché farsi dei problemi inutili?
Diciamolo: recuperare un rapporto con Elisa, in questo momento, non è sulla lista delle cose da fare.
Se lei vuole vedermi per spiegarmi certe cose, bene. Se no, cazzi. Io già se la vedo la vedo malvolentieri, dovrei pure andare a cercarla?
Sono stufo di fare il buono e l'altruista.
Adesso faccio l'egoista, per una cazzo di volta nella vita.
Per una cazzo di volta nella vita faccio quello che ritengo giusto per il MIO personale benessere.
E ricostruire un rapporto con lei non ha nessuna prospettiva per cui valga la pena perderci tempo.
Siamo sinceri, abbiamo mai avuto una cosa in comune? Una?
Ascoltiamo musica diversa, ci piace fare cose diverse, abbiamo opinioni diverse, CINQUE ANNI DI DIFFERENZA!
Toh, entrambi di sinistra. Ma è veramente una cosa in comune? Circa una persona su due è di sinistra! Quante ne voglio! Proprio lei?
Una cosa l'avevamo, ci piacevamo. Ma adesso non è più così. Siamo due estranei.
E io sto meglio così.
Non è in grado di darmi ciò che voglio da un'amica.
La differenza d'età, d'altronde, impone che la mentalità sia diversa. Io sto costruendo il mio futuro, lei cazzeggiando sui banchi di un liceo (perché è quello che si fa, si cazzeggia fondamentalmente, ho fatto il liceo anche io, ne saprò qualcosa). E fosse solo questo. Manca dell'esperienza per capire cosa mi ha costretto a provare. Perché io la vorrei vedere.
Si trova uno immaturo, più piccolo, che se ne va in vacanza due mesi e si fa sentire poco e male, la manda in esasperazione con queste cose al punto che lei lo lascia. Però si pente, ma lui non è sicuro, boh, chissà... E intanto va utto a puttane. Ma ogni volta che si vedono, lui si comporta in un modo che le fa ben sperare, in particolar modo una sera lui la passa standole appiccicato a farle le moine e le coccole tutta la sera. Poi, lui il giorno dopo chiede ad una sua carissima amcia di uscire e di vedersi perché vuole chiaramente provarci. E ci prova.
Insomma, vorrei vedere. Prova una cosa del genere e POI capirai.
E verrai a chiedermi scusa. E io perdonerò.
Ma ora no.
 
CANZONE DEL GIORNO
AC/DC - Highway To Hell
10月7日

Le Cronache di Terabytia - Capitolo I

LE CRONACHE DI TERABYTIA
Capitolo I - Pixie il Pixel
 
INTRODUZIONE E NOTE IMPORTANTI:
Terabytia non è un nome che io ho inventato. Chiedetene l'etimologia a Gio-BaoRozzo. Tutto ciò che ci ho costruito sopra è comunque frutto della mia mente malata.
Altra avvertenza indispensabile: in questa storia non ci sarà la cicala (che in realtà era un cicalo), neppure per un cameo. Ma tornerà.
Magari come protagonista.
 
 
INIZIAMO CO' 'STA STORIA, VA':
Pixie, il nostro protagonista, era un pixel (lo dice il titolo).
Egli viveva in mondo chiamato Terabytia, un mondo che per me o voi, miei piccoli lettori, sarebbe inconcepibile, eppure io l'ho concepito e ci ho pure scritto una storia, cioè, alla fine magari solo voi non potreste concepirlo, ma magari alcuni sì...
Ma torniamo alla nostra storia.
Come posso descrivervi Terabytia? Immaginate un mondo fatto come l'interno di un pc, e avrete un'idea. Processori, dischi fissi, slot di memoria, schede madri varie, erano queste le costruzioni che popolavano le città di Terabytia. Le costruzioni erano state soprannominate Hardware (chissà perché). Tutto il resto, cioè gli abitanti di Terabytia, le loro vite, le loro mansioni, i rapporti che intercorrevano tra loro, erano stati chiamati Software (per motivi ignoti).
Pixie viveva in una città molto grande, una delle città più grandi di Terabytia: Intelcity. Era una delle due grandi capitali di Terabytia, insieme a Athlopolis, che si trovava agli antipodi di Intelcity. La linea circolare che passava per le due città, tracciando la circonferenza di Terabytia, veniva chiamata Processor Line, mentre le due città erano collegate anche tramite l'interno di Terabytia, tramite una linea di cavi e collegamenti chiamati Processor Knot.
Pixie era un pixel (lo dice il titolo) che faceva un lavoro simile a quello di molti altri: andava in luogo ben preciso, si metteva tra migliaia (a volte milioni) di altri pixel come lui e cambiava colore a seconda degli ordini.
Era un lavoro estremamente palloso.
Il suo sogno era di fare come i suoi amici Radeon e Asus che erano stati promossi a Schede Video e ora lavoravano in dirigenza. Ma Pixie era un pixel (lo dice il titolo) poco intraprendente e volenteroso. In poche parole non era uno che avrebbe dato la vita per un sogno. Egli era praticamente condannato a fare lo stesso lavoro tutta la vita, almeno finché la tecnologia non si fosse evoluta.
È una storia triste, lo so.
Eh, ma mica si può sempre ridere e scherzare! C'è anche gente che se la passa male!
Che cazzo.
In ogni modo, quello era un giorno particolare.
Non un giorno come gli altri, uno particolare.
D'altronde, se un giorno è particolare, difficilmente sarà come gli altri, se è particolare.
Devo sempre spiegarvi tutto io, eh?
Dopo il suo noiosissimo e tristissimo lavoro, Pixie tornò a casa. Abitava in LAN Street 67, una strada che era una vera e propria rete di collegamenti (da cui il nome).
Salì al 28° piano, dove abitava, e si svaccò sulla cybelpoltrona che aveva comprato risparmiando per tre anni sul suo stipendio da fame.
Fame, si fa per dire, i pixel non mangiano.
A loro serve corrente elettrica.
In ogni modo, lui ne aveva poca, anche quella.
Chi vita di m...
Pixie si stava per addormentare quando, improvvisamente...
 
Kraaaakkk.... SBRAAAAANGGGG!!!!
 
Un rumore assordante lo fece scattare in piedi. Si affacciò alla sua finestra di marca WINDOWS WINDOWS. Ma non si vedeva niente. Diede due colpetti alal finestra, niente. Solo un soffuso rumore come un fruscio.
"Dannate Windows Vista", pensò Pixie, "Ci mettono venti minuti a caricarsi. Non so neanche come ha fatto la mia ditta a convincermi a sostituirle con le vecchie Windows XP, che funzionavano meglio. E poi mi consumano un sacco di memoria."
Perché nel mondo di Terabytia gli abitanti si nutrivano di energia elettrica, ma non funzionava ad elettricità anche il resto. Il carburante principale si chiamava RAM, ma c'era anche chi ne usava un altro di nome ROM, ma pareva che fosse una mezza spazzatura come rendimenti.
Ciononostante, la Vista si accese, e prima di mostrare a Pixie quello che era successo fece comparire un messaggio con un cartello triangolare giallo riempito da un punto esclamativo: "Errore nell'apertura dell'applicazione. Il software potrebbe non funzionare correttamente. Si desidera eseguire una scansione antivirus?"
Pixie disse: "No! Sei te che funzioni male!"
Il messaggio mutò nella scritta: "Grazie per aver scelto Windows Vista!" e scomparve.
Finalmente Pixie guardò alla finestra e gli si bloccò la mascella (sempre che i pixel abbiano mascelle, il che è un fatto ancora tutto da dimostrare)...
In lontananza, un bagliore rosso. Fortissimo. Doveva essere a milioni di circuiti di distanza da Intelcity, ma si vedeva chiaramente. Tutti i monitor della città si sintonizzarono immediatamente su un canale che trasmetteva un servizio su quanto era appena successo.
Immediatamente, si fa per dire.
Purtroppo era appena stato installato il nuovo programma di accensione monitor, 'Monitors Vista', quindi l'accensione durò, in realtà, circa cinque minuti.
La giovane e bella Bitty, una bit giornalista (perché nel mondo di Terabytia vivevano pixel, ma anche bit. Se un incarico di rappresentanza per un pixel era diventare Scheda Video, quello per un bit era diventare Hard Disk, incarico di altissimo prestigio. Però in tutta Terabytia c'era anche chi era salito di grado da Hard Disk per diventare Scheda Madre, ed egli regnava incontrastato su tutta Terabytia, ma ne riparliamo più tardi, perché sto scrivendo un racconto, se non vi dispiace), comparve sugli schermi e parlò di un'immane sciagura.
Tutti gli abitanti di Intelcity erano ammutolity (hahaha) mentre ascoltavano il bollettino della catastrofe.
Ad Athlopolis tutto si fermò.
Un terribile virus, chiamato HiRoShImA, era uscito allo scoperto nella lontana città di AMDiscrict, cancellandola. Ogni hardware era andato in tilt e dei software non c'era più traccia. Secondo il bollettino giornalistico, in non poco tempo il virus si sarebbe esteso per tutta Terabytia, provocandone la totale sparizione.
Alla fine del bollettino, tutti erano terrorizzati e non sapevano come comportarsi né come far fronte all'imminente minaccia. Tutti tranne uno: Pixie. Pixie era un pixel (lo dice il titolo) sfigato, ma non stupido, per cui si ritrovò immediatamente a pensare: "Adesso è come quella volta del Millennium Bug! Ci terrorizzano dicendo che arriva la nostra fine, la fine di tutta Terabytia, poi non succede niente! E io quella volta ho anche toccato il culo a Pixia, perché tanto non me ne fregava niente dato che sarei morto, invece siamo tutti sopravvissuti e lei adesso mi schiaffeggia ogni volta che mi vede!" (resta da appurare se i pixel possiedono culi o no).
Ma Pixie aveva sempre in mente quel bagliore. E dormì poco e male, quella notte. Ma mentre dormiva gli apparve un personaggio in sogno, un tipo davvero particolare.
Avete mai visto un pixel con la barba? Nemmeno io, eppure quello ce l'aveva. Una barba di pixel bianchi. Disse poche frasi, molto incisive e abbastanza sconnesse: "Pixie, il futuro di Terabytia dipende da te", "HiRoShImA è una minaccia", "Il tuo peso è 28,9 grammi e la tua altezza è pochi millimetri, salute bene, lavoro insomma, amore un disastro".
Quando Pixie si svegliò, ricordava bene le parole del vecchio del sogno: "Che significa 'amore un disastro'?!?"
 
Due giorni dopo, Pixie continuò ad avere sogni rivelatori (ma anche sogni-cazzata, d'altronde quelli li hanno tutti) e prese una decisione: si licenziò da quell'inutile lavoro, raccattò le sue (poche) cose e partì alla volta della scompara città di AMDistrict.
"Se la storia del virus è vera", pensava, "morirò comunque ma almeno lo farò provando ad evitarlo, invece che facendo quel lavoro di merda. Se è tutto falso come sospetto, mi farò un viaggetto di piacere e troverò lavoro a Athlopolis dove vive mio cugino Pixor. Sarà sempre e comunque meglio di quel lavoro di merda".
 
E così inizia la storia di un piccolo pixel che parte per un viaggio per salvare il mondo di Terabytia, tutto solo.
 
NEL PROSSIMO CAPITOLO:
Intrighi! Colpi di scena! Emozioni! SUSPEEENCE!
Riuscirà Pixie ad arrivare vivo ad AMDistrict?
Riuscirà a rifarsi una vita ad Athlopolis?
Cos'è il virus HiRoShImA?
È vero che l'uovo contiene un sacco di colesterolo?
 
La risposta a queste domande (ma non a tutte) sarà data nei prossimi capitoli!
 
STAY TUNED!
 
 
CANZONE DEL GIORNO
Mägo De Oz - La Cantata Del Diablo (Missit Me Dominus)
10月5日

In the days of my youth...

Led Zeppelin
Good Times, Bad Times
 
 
In the days of my youth
I was told what it was to be a man,
Now I've reached the age
I've tried to do all those things the best I can.
No matter how I try,
I find my way to do the same old jam.
 
Good times, bad times,
You know I had my share;
When my woman left home
With a brown eyed man,
Well, I still dont seem to care.
 
Sixteen: I fell in love
With a girl as sweet as could be,
Only took a couple of days
Till she was rid of me.
She swore that she would be all mine
And love me till the end,
When I whispered in her ear
I lost another friend.
 
Good times, bad times,
You know I had my share;
When my woman left home
With a brown eyed man,
Well, I still dont seem to care.
 
Good times, bad times,
You know I had my share;
When my woman left home
With a brown eyed man,
Well, I still dont seem to care.
 
I know what it means to be alone,
I sure do wish I was at home.
I don't care what the neighbors say,
I'm gonna love you each and every day.
You can feel the beat within my heart.
Realize, sweet babe, we ain't ever gonna part.
10月3日

Errori nella denominazione della musica + breve excursus sul Progressive Rock

 
Bentrovati!
Oggi parliamo di un argomento spinoso: le etichette sbagliate.
O, più in generale, di ciò che nella musica spesso viene dato per buono, seppur erroneamente.
Cominciamo dalle basi: le etichette, appunto.
Perché un gruppo viene etichettato? I motivi sono molteplici. Il primo è sicuramente una scelta di tipo economico. Della serie: se la casa discografica ti dice che questo è un album rap, allora i fan del rap tenderanno ad esserne interessati in partenza. Inoltre, la band godrà di una certa illuminazione nel panorama rap. Giusto?
Un secondo motivo è quello di facilitare l'eventuale ascoltatore/acquirente. Io cerco un album di musica italiana. Allora lo cercherò tra gli album italiani. Non mi metto a guardare nella sezione 'musica etnica straniera'. Guarderò in 'musica italiana'. Allo stesso modo, un metallaro vero si terrà alla larga dalla sezione disco, e viceversa.
Ma il sistema 'etichette' ha diverse falle, ed è di questo che andiamo a parlare. Prendiamo i Rhapsody Of Fire. Sono italiani, di Trieste, per la precisione. Il chitarrista si chiama Luca Turilli, non è che puoi sbagliarti. Però stanno nella sezione metal. Perché?
Perché cantano in inglese?
Per la verità cantano spesso e volentieri anche in italiano...
Perché fanno metal e la musica italiana conosciuta è più da Festival di Sanremo?
Giusto perché a Sanremo non ha mai partecipato un gruppo metal perché non li prendono!
L'etichetta 'musica italiana' è sbagliata. Ci puoi trovare solo poche cose:
- Album di artisti che adesso sono quasi se non già arrivati ai 70 e cantano ancora 'Piccola Kathy' (e non parlo di nessuno in particolare, eh)
- Album del nuovo grande idolo dei giovani (anche se ciò non è stato deciso dai giovani)
- Album dei 'mostri sacri', che anche se non vecchi hanno rotto i cogl... ehm, non sono molto originali (Laura Pausini pubblica dischi da un'infinità di tempo, ma i testi parlano ancora di Marco che gliel'ha messo e se n'è andato via, di Piero che l'ha lasciata, di Luigi che le mette le corna, di Antonio che si è scoperto gay, ma una canzone allegra su un amore felice mai, eh?)
- Anche Elio e le Storie Tese, ma sono lì rannicchiati sotto la 'E', coperti il più delle volte da Elisa (macchebbello)
Ecco qua. Prima dimostrazione che dire che quello che si trova lì è 'musica italiana' è una cazzata. Lì si trova la musica per un target. I vecchi e i giovanissimi. O per quelli che non vogliono prendersi la briga di scoprire qualche genere nuovo (senza ragnatele, magari).
 
Un'altra dimostrazione?
Una parola: Progressive.
Perché?
Molto semplice.
 
Il genere 'Progressive' si può considerare ufficialmente nato con l'uscita di 'In The Court Of The Crimson King' dei King Crimson, datato 1969. Alcune sperimentazioni di quel tipo erano già state provate nel corso degli anni '60, soprattutto nell'album 'Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band' dei Beatles, oppure in 'The Piper At The Gates Of Down' dei Pink Floyd, essendo il movimento progressive nato sotto l'influenza del movimento psichedelico. Volendo tra i precursori potremmo citare anche Frank Zappa o gli Who, ma il primo vero album di Progressive Rock è sicuramente il sopracitato primo album dei King Crimson.
A caratterizzare il movimento progressive sono i modi particolari di suonare ed inventare la musica: tempi assurdi concatenati fra loro (5/4, 11/4, 13/4, 7/4, perfino 1/4 alle volte), brani più lunghi di sei minuti, elementi presi da altri generi (soprattutto jazz e classica, ma anche folk, elettronica o indiana), uso di strumenti classici od etnici in sostituzione a quelli tipici del rock.
Band simbolo del progressive sono: King Crimson, Jethro Tull, Yes, Pink Floyd, Van Der Graaf Generator, Genesis, Emerson Lake & Palmer, Gentle Giant.
Il movimento si è evoluto negli anni '80 con il genere 'Neo-Progressive', votato al revival del Progressive Rock degli anni '70. La musica dei gruppi neoprogressive era così fortemente ed evidentemente ispirata dal Progressive Rock da potere, alle volte, quasi essere accusata di plagio. Ciononostante, alcuni album della scena neoprogressive possono essere considerati degli autentici capolavori (si vedano i primi tre album dei Marillion, in particolare 'Misplaced Childhood', o 'The Wake' degli IQ, o 'Live And Let Live' dei Twelfth Night).
Band simbolo del neoprogressive sono: Marillion, IQ, Twelfth Night, Pallas, Pendragon, Transatlantic.
Inoltre il genere si è evoluto, negli anni '90, nel 'Progressive Metal', di cui i Dream Theater sono sicuramente i massimi esponenti, senza nulla togliere a gruppi come Symphony X o Queensrÿche.
"Tutto questro per...?" Vi starete chiedendo voi.
Ebbene, dovete sapere che oggi 'etichetta 'Progressive' in particolare nel caso del metal, è straabusata.
Adesso, qualsiasi cosa non faccia parte di schemi fissi e canoni prestabiliti, è progressive.
L'ultimo album dei Blind Guardian è considerato prog. È solo Power Metal un po' distante dai canoni.
Anche l'ultimo dei Sonata Arctica viene considerato prog. Stesso discorso.
I romani DGM sono considerati Prog-Metal. Non è che perché fanno una musica particolare allora per forza sono prog perché non sai in che altro modo etichettarli.
Insomma, se non è prog, viene chiamato 'Alternative', che chiamare una cosa 'Alternative', in musica, è avere detto tutto e allo stesso tempo aver detto proprio niente, essendo l'Alternative un tetto dove alloggiano decine di sottogeneri che spaziano dal metal all'elettronica.
Non possiamo chiamarlo nemmeno Alternative? Allora utilizziamo la filosofia di Media Player! Diciamo che il genere è Metal!
Anche se Media Player, proprio per andare sul sicuro, scrive 'Rock'.
Che se fai leggere a Media Player un album di Vasco Rossi ti scrive che è Rock.
Se invece fai leggere a Media Player un album dei Cannibal Corpse, è Rock anche quello.
E allora Vasco Rossi fa lo stesso genere dei Cannibal Corpse. Diavolo, non sapevo che Vasco facesse musica così pesante. Oppure sono i Cannibal Corpse che hanno adattato la voce biascicata?
Un'altra etichetta assai blasonata è 'Crossover'. Che vuol dire 'miscuglio', 'incrocio'.
Visto che il Nu Metal è nato mischiando influenze da generi come Punk, Grunge, Funk, Alternative Rock, Hip-Hop, Thrash Metal, Groove Metal, si era detto: questo è un crossover.
Benissimo. Ma adesso, logicamente, Nu Metal = Crossover.
Ma Crossover non = Nu Metal. Sono due cose diverse.
Prendiamo Barcelona, album di Freddie Mercury con la soprano Montserrat Caballé. Si tratta di un album che fonde la classica con il Pop Rock. È, appunto, un crossover.
I Mägo De Oz, gruppo Folk Metal spagnolo, hanno fuso Power Metal con Folk. È un crossover.
La band Nu Metal Limp Bizkit unisce Thrash Metal e Hip Hop. È un crossover.
Allora sono tutti Nu Metal? O cosa? Tutti lo stesso genere?
Cioè, Freddie Mercury si mette a suonare Folk con sotto una batteria a doppio pedale? Oppure Montserrat Caballé duetta con Fred Durst (OH! MIO! DIO! CHE IDEA AGGHIACCIANTE!)?
E allora, invece di sbagliare in continuazione,  chiamiamo le cose con il loro nome!
Rob Rock suona Heavy-Power-Christian Metal!
Ma come si fa ad unire le tre cose!?
 
CANZONE DEL GIORNO
Mägo De Oz - Gaia
10月1日

BACK FROM... Boh, back from somewhere.

Salve a voi, bella gente.
È un bel po' che non scrivo, eh?
Molti di voi erano già pronti al linciaggio...
Questo blog è stato in vacanza per circa due mesi, indi oggi si riparte. Cercherò di seguire il programma settimanale, nei limiti offertimi dalle mie possibilità.
Oggi ho ricominciato l'università, ero abbastanza contento ma poi fortunatamente è passata.
Vi chiederete quanto voglio andare avanti con periodi a sé stanti e sconnessi tra loro. Chi lo sa. Anche io me lo sto chiedendo.
Nei prossimi giorni le foto della settimana ad Eraclea Mare con i boys.
Nel gruppo il nuovo chitarrista è nientepopodimeno che Momi, di cui spesso si parla in questo blog. Sono felice di suonare finalmente con lui, sono anni che ce lo promettiamo.
La canzone che state sentendo è Adulruna Rediviva dei Therion. Molto tempo fa ne parlai durante il Momento Musicale e mi sembrava giusto farvela sentire, dato che non ero riuscito a metterla allora.
Mi sto drogando di Lost, quel telefilm è eccelso.
Ma non vi ho ancora detto la cosa più importante: hoBzzzzzzzzzzzzzzzzz
ZzzzzzZzzzZZzzZZz
Zzzzzz...
...
...
...
 
... Lost connection.
SYSTEM FAILURE.
SYSTEM ERROR.
FAILURE.
 
Retrieving file: "Canzone del giorno.txt"...
Retrieving successful.
 
CANZONE DEL GIORNO
Mägo De Oz - La Voz Dormida
 
Failure.
System error.
Error.
System Failure.
System Failure.
System Failure.
System Failure.
System Failure.
SYSTEM ERROR.
9月13日

Caleb...

Molti di voi stanno, giustamente, meditando di uccidermi perché questo blog sta andando alla deriva.
Non avete tutti i torti, è solo che in quest'ultimo mese ho avuto due esami da preparare (dei quali il secondo sarà lunedì), per cui il mio tempo è stato completamente assorbito. Come però evidenziato dalla parentesi che ho aperto nella precedente frase, lunedì ho il prossimo esame, poi fino a febbraio basta. Allora potrò pensare a fare ripartire questo space.
Nel frattempo, una canzone.
 
Per salutarvi riporto una conversazione avuta con Gio (BaoRozzo) e Ivo, rispettivamente mio batterista e bassista:
 
IVO: Saluti e baci!
IO: Baci e abbracci!
GIO: Ciao.
 
 
SONATA ARCTICA
CALEB
 
[There is a man in this world who has never smiled
You may know his tragedy, the later years by heart
In the beginning there was a mother, father and a child
A troubled little silent boy whose life they were to destroy
Known to us from this day on like his father, Caleb]
 
His mother came up with such a clever way to save the day with a little white lie.
He thinks he missed the point back then, but now he's grown to understand it, in a way.
Father said I'm sorry only once, as I remember
"The words were not meant to hurt, only destroy you, my stupid son..."

One person can make a difference, sometimes...
Just turn his head when the kid is still and has a weak neck.
 
Smiled at his funeral, happy you're dead.
 
All his solutions, it seemed, were only problems in disguise
Glueing on his drinkin' face, got ready to erase another day...
Mother was yet confident, although they had it tight, taught her son
At the end of every tunnel's a little light.
It wasn't a lie, it was her hope, that everything would be fine one day
"He can fulfill his every dream, I'm happy as long as he's not."
 
I hate it and fear can't face it
"The child is not right, he's my greatest shame"
Go out, create thunder, and stand right under
That old apple tree
Where dead snakes let him feed on those
 
Lost hopes, all those kind words could hurt him even more, now
Somehow, lost one more way back home
 
Out on the lake, he rows towards a monster he should've been running away from, years ago.
The past has made him blind to the way he'd turned the pain into a way of life.
 
Followed his father, tucked him in, Caleb knows the trade.
He's the portrait of a man his mother drew to hate forever.
She was a beast, a deadly saint, wrong in many ways
Wanted to keep up the charade, until the end waltzing together
 
Over the hills, under the sea,
Fighting the will, whole Universe
Why does a man driving a hearse
Live in fear, Gift and a Curse
 
Taking 'em out, taking 'em all,
Shooting the wall, over and out
When nothing moves, all's well,
A decision he can find a way to live with
 
... And dried up flowers are so beautiful.
And it applies to all things living, and dead.
For that I serve my time... in my suite in Hell.
 
Now I ring the bell to tell the world,
I'm ready when they bring out the soon to be dead against the wall ...
This necessary evil has no heart
Flowers and people he will now enlace
A price he must pay serving a cold
... Whatevergod.
9月5日

It's been a long time since I rock and rolled...?

LED ZEPPELIN
ROCK AND ROLL

It's been a long time since I rock and rolled,
It's been a long time since I did the Stroll.
Ooh, let me get it back, let me get it back,
Let me get it back, baby, where I come from.
It's been a long time, been a long time,
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time. Yes it has.

It's been a long time since the book of love,
I can't count the tears of a life with no love.
Carry me back, carry me back,
Carry me back, baby, where I come from.
It's been a long time, been a long time,
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time.

Seems so long since we walked in the moonlight,
Making vows that just can't work right.
Open your arms, opens your arms,
Open your arms, baby, let my love come running in.
It's been a long time, been a long time,
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time.
8月22日

System Failure

System start...
Welcome to System.
Insert command:
>> retrieve: "Momento Musicale"
Trying to retrieve HTML file "Momento Musicale.html"...
Retrieving failed.
Insert command:
>> retrieve: "Momento Musicale"
Trying to retrieve HTML file "Momento Musicale.html"...
Retrieving failed.
Insert command:
>> retrieve: "Momento Musicale"
Trying to retrieve HTML file "Momento Musicale.html"...
Retrieving failed.
System Failure.
Failure.
Failure.
Insert command:
>> start: "AntiVirXP"
Starting "AntiVirXP.exe"...
Success.
Insert command:
>> start: "Scan"
Starting: "Scan.exe"...
Failed.
Insert command:
>> start: "Scan" on C:
Starting "Scan.exe"...
Failed.
Failed.
Failed.
System error.
System failure.
Everything is a failure.
The System has failed.
The System is a failure.
Insert command:
>> shutdown
Shutting down...
Goodbye.
8月21日

System Error

 System start...
Welcome to System.
Insert command:
>> retrieve: "Tornato dalle vacanze"
Trying to retrieve HTML file "Tornato dalle vacanze.html"...
Retrieving failed.
Insert command:
>> retrieve: "Tornato dalle vacanze"
Trying to retrieve HTML file "Tornato dalle vacanze.html"...
Retrieving failed.
Insert command:
>> retrieve: "Tornato dalle vacanze"
Trying to retrieve HTML file "Tornato dalle vacanze.html"...
Retrieving failed.
Insert command:
>> start: "System Control"
Starting "System Control.exe"...
Failed.
System error.
Insert command:
>> restart system
Restarting...
Restarting failed.
Everything has failed.
System error.
The System has failed.
Insert command:
>> start: "Scandisk"
Starting "Scandisk.exe"...
Failed.
Failed.
Failed.
System error.
System error.
System error.
The System has failed.
Insert command:
>> shutdown
Shutting down...
Goodbye.