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7月29日

Le Favole della Buonanotte - Volume V

PINORECCHIO
QUARTA ED ULTIMA PARTE
 
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI:
Pinorecchio è un burattino sboccato e idiota.
Dopo molte peripezie, si ritrova con il nuovo amico Lopigliolo nel Paese dei Farlocchi.
 
QUARTA ED ULTIMA PUNTATA:
Mentre la carrozza trainata da quattro muli attraversava il cancello del Paese dei Farlocchi, Pinorecchio si sentì zampettare sulla spalla: era la cicala (che in realtà era un cicalo).
"Ué, chi si r'ved'!" la salutò il burattino.
"Chi si rivede un c***o", rispose in malo modo la cicala (che in realtà era un cicalo), "me la sono vista brutta dopo l'incontro con quei due tuoi amici! E adesso! Dove diavolo stiamo entrando?!?"
"Salve, piccolo artropode!" la salutò Lopigliolo, "Questo è il Paese dei Farlocchi!"
"Cosa?!? Pinorecchio, andiamo via! Ho sentito pessime voci su questo posto!"
La cicala (che in realtà era un cicalo) era assai allarmata, ma Pinorecchio (ovviamente) non la ascoltò, ma rimase estasiato nell'osservare il Paese dei Farlocchi: vetrine su vetrine di negozi d'ogni tipo, con grandissime marche tra le quali la Nke, la Fuma, l'Adidash, insomma, tutta roba farlocca (da cui il nome) che si trova in ogni mercatino rionale. La cicala (che in realtà era un cicalo) era assolutamente terrorizzata all'idea che Pinorecchio fosse finito in un posto del genere, e cercò ancora una volta di dissuaderlo, ma non si era accorta che il burattino l'aveva lasciata sulla carrozza ed era entrato in un negozio della catena "Maletton".
Per tutta la giornata, la cicala (che in realtà era un cicalo) inseguì Pinorecchio tra gli scaffali dei negozi, senza peraltro mai riuscire a raggiungerlo, mentre lui e Lopigliolo si premuravano di arraffare tutto ciò che trovavano (essendo tutti i negozi privi di sistema antitaccheggio).
Scese la notte, e Pinorecchio e Lopigliolo, subito raggiunti dalla cicala (che in realtà era un cicalo), si adagiarono sotto un ponte come due barboni, osservando l'incredibile pila di refurtiva che avevano accumulato.
"Poffare", esordì Lopigliolo, "qui ce n'è da vestirci tutto il mio paese! Peccato che io al mio paese non ci tornerò mai più! Questo posto è magico! Non trovi, Pinorecchio? Qui è bellissimo! Perfetto!"
"Shticazz'!" rispose Pinorecchio.
La cicala (che in realtà era un cicalo), ancora stremata dall'inseguimento, non riusciva a parlare, ma si accorse che le braccia di Lopigliolo stavano diventando di plastica, plastica peraltro di pessima qualità. Anche il ragazzo se ne accorse e soffocò un grido, ma non poté fermare la mutazione che lo trasformò, in un batter di ciglia, in una brutta riproduzione di un giocattolo dei Transformers.
La cicala (che in realtà era un cicalo), terrorizzata, trovò il fiato per gridare: "Pinorecchio! Presto! Andiamo via!"
Il burattino non si fece pregare, notando inoltre di starsi per trasformare nella riproduzione di una Barbie (se ne accorse perché la sua vita stava diventando più stretta delle caviglie) e, con una corsa sfrenata, riuscì a fuggire, portando la cicala (che in realtà era un cicalo) con sé. Appena usciti dal Paese dei Farlocchi, i due si misero su una scogliera. La vita di Pinocchio stava lentamente tornando alle sue normali dimensioni.
"O' cicala (che in realtà shi' nu' cical'), shcusame, perdoname, non lo facce cchiù..."
La cicala 8che in realtà era un cicalo) era di buon cuore e stava per perdonare Pinorecchio, quando dal mare sotto la scogliera emerse un pesce gigantesco, tutto color marroncino, che si issò sulle pinne fino a portare la faccia ad altezza della scogliera.
Nell'incredulità di Pinocchio e della cicala (che in realtà era un cicalo), il pescione iniziò a parlare: "Bentrovati, io sono il Pescepane, il pesce buono come il pane, e ho saputo che sei un burattino che è una grande testa di c***o, tuo padre, il falegname Ģêρρëŧŧø, è entrato dentro di me dicendo: 'Il copione dice che devo farmi mangiare da un Pescepane', ed emetteva un odore di alcool insopportabile, e insomma sono due settimane che è qua dentro di me e io non lo sopporto più, continua ad accendersi un fuoco e mi abbrustolisce lo stomaco, io mangio il plancton e questo lo frega da lmio tubo digerente e ci fa i soffritti, portalo via, sii magnanimo..."
Pinorecchio, seguito dalla cicala (che in realtà era un cicalo), chiamò a gran voce il suo babbo, all'interno della bocca del Pescepane. Ģêρρëŧŧø uscì e disse: "Pinorecchio! C***o fai qua?!? Ah, no, il copione... Pinorecchio! Finalmente ti ho rirovato, brutto discolaccio!"
Ģêρρëŧŧø saltò fuori dalla bocca del Pescepane, agguantò Pinorecchio e lo gonfiò di botte-
"Spero non sia così tutti i giorni", disse il Pescepane, "ad ogni modo è uscito e io sono finalmente libero, yay! Ciao ragazzi, se bechemo!", e si rituffò, e nessuno ne seppe più nulla.
 
Ģêρρëŧŧø portò a casa Pinorecchio, e sull'uscio si congedarono dalla cicala (che in realtà era un cicalo): "O' cicala, grazzie de tutto, veramende".
"Figurati Pinorecchio! Ci vedremo presto! Comunque la mia parcella di coscienza è di 95 pezzi d'oro!"
 
Pinorecchio non divenne un bambino vero.
Perché, oltre al fatto che non aveva fatto niente per meritarselo, era così sproporzionato e brutto che era melio rimanesse un burattino, almeno sembrava fatto apposta così.
In compenso, Ģêρρëŧŧø costruì altri due burattini per fargli compagnia. Si chiamavano Pinbocca e Pinnaso, e la fata Bo***ina li fece animare e donò loro rispettivamente un accento veneto ed un accento sardo, e, come sempre, un arnese di notevoli dimensioni.
 
Un mese dopo, Ģêρρëŧŧø, ormai esausto della condotta di vita che i tre burattini lo costringevano a tenere, si suicidò ingoiando la macchina piallatrice, e in paese ancora tutti si domandano come sia successo.
 
I tre burattini si contestarono l'eredità, e visto che nessuno voleva accollarsi il mutuo per pagare le spese della cicala (che in realtà era un cicalo), finì con una carneficina. Pinorecchio venne ucciso da Pinnaso, che fu colpito a tradimento da Pinbocca, che scappò con il malloppo di Ģêρρëŧŧø (due monete di stagno, un francobollo e una cartolina sconcia) insieme alla fata Bo***ina. Vorrei potervi dire che adesso sono alle Cayman sorseggiando succo di cocco e vivendo felici e contenti, ma purtroppo i gendarmi li sgamarono mentre facevano atti osceni in un motel, stranamente con la fata che continuava a chiedere al burattino di mentire. Ma non al giudice, a lei. E nessuno capì mai perché.
Pinbocca fu condannato a morte per annegamento in una piscina ricolma di tarli, mentre la fata fece diversi favori (favori particolari) alle alte sfere dei gendarmi per uscirne pulita. E di lei, a Becerume, nessuno seppe più nulla.
 
Lopigliolo fu venduto in un ipermarket Esselunga di Milano tra i giocattoli scontati. Il bambino che lo comprò lo ruppe in poche ore e sua madre lo buttò. Ora vive in una discarica abusiva insieme agli altri rifiuti.
 
Il Felino ed il Mustelide continuano la loro carriera di onesi imbroglioni, e stanno per buttarsi in politica.
 
Magnapoco aveva dato i suoi ultimi soldi a Pinorecchio e morì di fame.
 
La cicala (che in realtà era un cicalo) tornò nella sua terra d'origine per regolare i conti con una formica di sua conoscenza.
 
La morale di questa favola è: chi mente tromba, ma se sei imbecille muori.
 
FINE
 
 
 
 
 
ANNUNCIO IMPORTANTE AI LETTORI:
Domani parto e starò via poco più di una settimana.
Avrete notato che il blog non è stato aggiornato questa settimana. Ciò fu dovuto, oltre ai vari problemi che gli Spaces hanno in questi giorni, anche alla mia difficoltà nel superare il mio quinto ed ultimo esame per questo semestre.
Indi per cui, la settimana prossima Falk's Blog è in vacanza e non ci saranno aggiornamenti.
Il sesto volume delle Favole arriverà non la prossima domenica, bensì tra due domeniche. Non aspettate invano, se sapete di dover aspettare di più (questa frase potrebbe essere profonda, se solo avesse un significato).
 
Altro da dire non ho, buon agosto a tutti e ci vediamo tra una decina di giorni.
Vostro Falk.
 
CANZONE DEL GIORNO
Uriah Heep - Easy Livin'
7月24日

Le Favole della Buonanotte - Volume IV

PINORECCHIO
TERZA PARTE
 
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI:
Pinorecchio era un burattino brutto e sproporzionato a cui venne data la vita dalla fata Bo***ina e la cui soscienza era una cicala (che in realtà era un cicalo). Dopo essere sfuggito dall grinfie del terribile Magnapoco, Pinorecchio se andò col Felino e col Mustelide.
 
TERZA PUNTATA:
Il Felino ed il Mustelide accompagnarono Pinorecchio nel Paese dei Boccaloni, dove lo portarono in una tavola calda, chiamata "Da Mimmo U' Zuzz'". Lì i due si strafogarono e si finirono mezza dispensa, lasciando Pinorecchio senza cibo, con la scusa che, essendo lui fatto di legno, non possedeva un apparato digerente. Alle proteste del burattino ("Ma scì ch'o' teng' o' apparat' diggerent'!!!! È de legno, ma c'l'ho!"), essi risposero che poteva pure avercelo, ma di legno, quindi si doveva mangiare qualche albero invece dei piatti extralusso (come la Caponat' de Cozz' de Mimmo U' Zuzz' o la Shcrof' Arroshtit' con Patat' Arrosht' de Mimmo U' Zuzz').
A fine serata, il Felino ed il Mustelide uscirono dalla tavola calda satolli e con una notevole dose di mal di pancia e videro Pinorecchio che rosicchiava un acero. Intuito che si trattava di un imbecille, i due sparirono nella selva.
Riuscirono quattro secondi dopo con un'accetta in mano e riempirono Pinorecchio di accettate.
Ormai a pezzi e in fin di vita, Pinorecchio fu derubato delle sue monete di rame e lasciato lì agonizzante.
Proprio in quel momento una luce abbagliante e rossa comparve sotto l'albero. Era la fata Bo***ina.
"Pinorecchio", disse, "sei un ragazzetto inutile, stupido e cattivo! Ha venduto le cose che il tuo babbo si era indebitato per regalarti, hai saltato la scuola, hai abbindolato un burattinaio morto di fame, hai scacciato la buona cicala (che in realtà era un cicalo) e ti sei fatto fregare come un fesso da due animali antropomorfi!"
"Antroghé?" chiese Pinorecchio con uno sguardo ebete.
"Antropomorfi! Come hai potuto, Pinorecchio? Io che ti ho dato tanto amore!"
"Ma guarda che nn'è vvere nnient'..." disse Pinorecchio esitando, ed in quel mentre accadde una cose strabiliante: il piripillo di Pinorecchio si ingrossò e si allungò. "Che shta a ssuccede'?!?" gridò il burattino.
"Hai detto una bugia, per cui ti si è ingrossato il piripillo..."
"E pecché?!?"
"Perché io ti ho creato così. Ma ora, Pinorecchio, mi stavi dicendo che non era vero niente..."
"No, mo' m'hai cioccato, è vvero..."
"Ma guarda che se mi dici che non è vero niente ci credo..."
"Allora bbeh, nn'è vvero nniende!"
Il piripillo di Pinorecchio si ingrossò e si allungò ancora, strappando i vestitini del burattino.
La fata Bo***ina aveva ormai anche gli occhi rossi di lussuria e per qualche minuto continuò a costringere Pinorecchio a mentirle.
Si svegliarono la mattina dopo a mezzogiorno con delle occhiaie allucinanti.
"Allora, Pinorecchio" disse la fata, "da oggi in poi non dire più bugie..."
"Vabbhè, 'nn ne diche 'cchiù".
Andata via la fata, Pinorecchio era un po' stordito ma felice. In quel mentre ricomparvero il Felino ed il Mustelide e, nel vederli, Pinorecchio gridò: "Ve crep' de mazzat', strunz'! M'ite 'mmazzat' shtanott'!"
"No, Pinorecchio, cosa dici?" rispose il Mustelide, "Quelli erano i nostri fratelli gemelli cattivi!"
"Ah, vabbhè, ma diteji che non lo fann' cchiù, peffavor'."
"Sarà fatto! Dunque, Pinorecchio, come promesso ti portremo al Campo delle Cazzate! Lì pianterem le ue monetine di rame e... ops! Le abbiamo perdute! Che disdetta!"
"Cosa? Iet' perdut' le mie monet'???"
"Ci dispiace, Pinorechio, siamo mortificati. Non l'abbiamo fatto apposta..."
"Ah, vabbhè. Tant' quelle ieran' le monete per quill' strunz' de part'm'. Fangul', chi se ne fott', mo' me n'isc' a farme 'nu ggir'..."
"Ciao, Pinorecchio, grazie per il pranzo!"
Il Felino ed il Mustelide si allontanarono e per tutta la durata della favola non si videro più.
Pinorecchio invece cominciò a girovagare ed incontrò un ragazzo con una valigia.
"Ndo' vai?" chiese Pinorecchio.
"Ciao, essere di legno! Il mio nome è Lopigliolo e mi dirigo al Paese dei Farlocchi!"
"Cazz'ié?"
"È il posto più bello del mondo! Lì si può bere, fumare e drogarsi gratis, le squillo costano niente, non si pagano le tasse e il Milan non vince MAI il campionato!"
"Bellissimo! Ce veng' pur'ie co' ttia!"
E fu così che i due attesero insieme ed allegramente la carrozza che li avrebbe portati al Paese dei Farlocchi, senza sapere le losche e terribili trame che il destino aveva intessuto per loro...
 
La cicala (che in realtà era un cicalo) era da poco stata dimessa dall'ospedale ed era lì lì per raggiungere Pinorecchio, ma questo lo sapremo domenica, con la QUARTA ED ULTIMA parte di Pinorecchio!
Stay Tuned!
 
 
CANZONE DEL GIORNO
Scorpions - Rock You Like A Hurricane
7月20日

L'Angolo degli Ospiti: RiC

Salve, o miei proseliti!
Anche questa settimana, l'ospite d'eccezione! E abbiamo...
 
RiC!
 
SALUTE A TUTTI!!!!!!
 
Orpolà! RiC, anche se è una domanda un po' retorica, come hai creato il tuo nickname?
 
 RiC è RiC. Prima ed ultima lettera maiuscola, così, perché chi lo legge al contrario incontri comunque un'iniziale.
Solo che "CiR" è bruttissimo!
Comunque son le prime 3 lettere del mio nome.
Che fantasia, neh? XD
 
Geniale davvero! Parlaci di te: lavori e hobby?
 
 Lavoro in un'azienda del gruppo Armani come plotterista, praticamente
stampo a grandezza naturale i pezzi che le sartine andranno a ritagliare sui tessuti e poi cuciti insieme per fare il capo.
Hobby? Mi piace moltissimo la fotografia, ma non quella digitale.
Preferisco la tradizionale, almeno i trucchi che ci sono son frutto di esperienza, anni di prove e studi, non trucchetti da "PC".
Poi mi piace viaggiare.
Peccato che posso farlo solo durante le ferie.
 
E la tua più grande passione?
 
...A parte la mia ragazza?
Non lo so, i motori, credo.
E la fotografia ^_^
 
Come rispondi ad un insulto?
 
Grazie!
 
E ad un complimento?
 
... Beh, dai... Non è poi un granché... (in genere rosso in faccia)
 
Hihihi! Ma ora, come di consueto, partiamo per la tangente e spostiamo l'argomento sull'ospitante: chi è Falk?
 

Un disincantato, uno che, come me, non si stupisce più di cosa capita nel nostro confusionario mondo.
 
Differenze fra Falk's Blog e Ufficio Complicazione Affari Semplici?
 
Il mio è rosso!
 
Però! Fondamentale! Ehm... E cosa cambieresti da Falk's Blog (e che, come dico a tutti, puoi sognarti che io cambi?)
 
Che diritto ho io di immischiarmi nel tuo blog?
Leggo quello che TI piace scrivere, null'altro.
 
E cosa vorresti che Falk scrivesse nel tuo blog?
 
 Una sua riflessione personale su ciò che legge, quando scrivo seriamente.
Qualcosa di totalmente assurdo in risposta alle mie assurdità.
 
Il ritorno del MARZULLO TIME!
Fatti una domanda e datti una risposta.
 
"Perché diavolo dovrei farmi una domanda?"
 
Per il gusto di rispondermi, credo.
 
Fatti una domanda e datti una risposta.
 
"Cosa risponderei alla domanda che dovrei fare a me stesso?"
 
... Che ne so? Prima  devo farmi unadomanda, poi eventualmente rispondo.
 
Siamo alla fine, RiC! L'intervista fu breve, grazie soprattutto alla tua incredibile concisione!
 
Gente, statemi bene!
Vivete in salute per almeno cent'anni!
 
FALK: Yeah, people, metal on! A presto prestissimo!
RiC, a te! Scrivi quel che preferisci!
 
RiC: "Quello che preferisci".
Va bene? Ho risposto in maniera corretta ed esauriente?
Che voto mi dà, Prof?????
 
 
CANZONE DEL GIORNO
Loudness - Crazy Night
7月17日

Adulruna Rediviva

Ed è una canzone che vado oggi a scandagliare.
Si tratta non soltanto di una canzone, bensì di un autentico CAPOLAVORO.
Per i profani: i Therion sono un gruppo svedese di gothic-progressive metal con fortissime influenze di musica classica e orchestrale. Nonostante nell'ultimo album la cosa sia stata messa in secondo piano, il sound tipico della band rappresenta una commistione fra metal e musica classica, una cosa veramente fuori dagli schemi e allo stesso tempo assolutamente fenomenale.
Adulruna Rediviva è l'ultima canzone del loro più recente album, Gothic Kabbalah (che il chtarrista nonché fondatore del gruppo, Christofer Johnsson, avrebbe preferito intitolare Gothlische Kabbalah, in quanto, secondo lui, più attinente ai temi trattati, ma ce ne faremo una ragione), l'unica, fra l'altro, insieme all'opener Der Mitternachtslöwe, a riprendere lo stile dei precedenti album (in quanto lo stile dell'ultimo è assai differente, pur mantenendo diversi elementi di fondo), un metal assai fastoso, condito di elementi di orchestra, quest'ultima vera, non sintetizzata, cori di voci liriche e furiosi riff e parti vocali prettamente metal.
Si tratta di una fastosa suite di quasi 15 minuti, dove lo stile del gruppo, vecchio e nuovo, è raccolto in un tutt'uno che va a rappresentare ormai vent'anni di carriera (nonostante il gruppo abbia però completamente rimosso, per fortuna, le sue radici death metal). Gli arrangiamenti sono perfetti, così come perfette sono le unioni tra due generi così diversi e allo stesso tempo così collegati come metal e opera.
Non ci sono altre parole. Posso solo dirvi che è stupenda e tutti dovrebbero sentirla almeno una volta.
 
Mats ci mancherai...!
 
 
ADULRUNA REDIVIVA
THERION
 
 

 Shine on me Runa
Rune rediviva, you're reborn at last, from the past


GÆGHN MIS

Adulruna Rediviva Adulruna
Hear the calling: "Walk to meet me! Run to meet me!"


In ancient days, in an ancient world, the Sibyls sung their melodies
But the song is lost, and no one hear when Sibyls speak the words of gods
The world is deaf


Ancient Sibylla we will follow you...
Adulruna, old Sibylla
Hear our calling, speak to Mankind!


O Hermes Trismegistos, Orpheus, Zarathustra, Pythagoras and Plato
Mediate the wisdom!
Philosophers eternal, make the spirit flying, rising to spheres harmonic
where Sibyls are still singing


Leo, are you roaring to make the world awake again?
See Sophia descending from the sky
Drink the sacred nectar from the rose
The maiden has returned!


The root of mandragora (is the) foetus of Sibylla
The pages of the Runa, mediate her message


Sibylla, Sophia, she is born (the) female Christ
Aphrodite from the sea, (O) sacred rose come to me
Come, come
Rise, Rise
Venus Venus
The nectar and the bloodred wine, intoxicated, expel the time


O Hermes Trismegistos, Orpheus, Zarathustra, Pythagoras and Plato
Mediate her message!


Rise O' wise Venus, Rune Rediviva!

7月16日

Toga Party

Ieri sera, supermegacicciafigatissima!
Abbiamo organizzato un TOGA PARTY a casa di Andrea!
In pratica, era una festa normalissima, solo eravamo tutti in toga (leggasi: lenzuoli).
Alcuni non avevano mutande sotto, e le toghe alle volte cadevano o si spostavano, con le conseguenze che vi lascio immaginare. Adesso so veramente tutto dei 'membri' della mia compagnia.
Che schifo, però.
Io ho voluto fare il signore e le mutande le ho tenute... Si sa mai...
Per documentazioni più approfondite, vedere l'omonimo album fotografico (non ci sono i membri lì, state tranquilli).
 
Oggi è una giornata un po' così. Non so spiegare che problema ho. Ma ho problemi. Non sto bene. E che ne so perché. Boh. È tutto il giorno che sono così.
 
So che siete abituati a post chilometrici, ma oggi no.
A presto, guyz.
 
Per il momento musicale di domani... Una piccola anticipazione...
ADULRUNA REDIVIVA...
Chi capisce vince un premio!
 
 
CANZONE DEL GIORNO
KoЯn - Freak On A Leash
7月15日

Le Favole della Buonanotte - Volume III

PINORECCHIO
SECONDA PARTE
 
RIASSUNTO DELLA PUNTATA PRECEDENTE:
C'era una volta un falegname ubriacone di nome Ģêρρëŧŧø che decise per suo diletto di creare un burattino orribile, sproporzionato e fatto male. Nella notte la fata Bo***ina gli diede la vita, il nome di Pinorecchio ed un accento meridionale.
Il primo giorno di scuola Pinorecchio incontrò una cicala (che in realtà era un cicalo), marinò la scuola e non si fece più vedere.
 
SECONDA PUNTATA:
Non curante dei continui richiami della cicala (che in realtà era un cicalo), Pinorecchio era ormai arrivato a circa due chilometri dalla scuola a marce forzata, cercando il più possibile di distanziarsi dalla scuola.
Barattò lo Zippo ricevuto in cambio dell'abbecedario con due biglietti per "Lo Spettacolo Sanguinario Dei Burattini Assassini Assetati Di Sangue E Pronti A Tutto E Anche A Morire Per Sconfiggere I Loro Agguerritissimi Avversari" (L.S.S.D.B.A.A.D.S.E.P.A.T.E.A.A.M.P.S.I.L.A.A., per semplificare). Mentre osservava i burattini che si uccidevano di botte fra loro, con la cicala (che in realtà era un cicalo) che si copriva gli occhi per lo schifo, Pinorecchio venne notato dal padrone dell'L.S.S.D.B.A.A.D.S.E.P.A.T.E.A.A.M.P.S.I.L.A.A., un uomo grande e grosso ma magro magro, di nome Magnapoco, che, puntandogli un accendino alla gola, gli disse: "Da oggi, tu farai parte del mio spettacolo e sarai il burattino che tutti gli altri massacreranno".
Pinorecchio fece appena in tempo a gridare: "MIIINGGHIAAAA!!" che Magnapoco l'aveva già messo in gabbia. La cicala (che in realtà era un cicalo) fuggì appena in tempo e si nascose dietro il tendone dello spettacolo, in attesa che tutto finisse.
Magnapoco aveva portato Pinorecchio nella parte posteriore del tendone, da dove poteva ancora sentire le grida disperate di Arlecchino decapitato da Pulcinella, e lì iniziò a fargli delle domande: "Come ti chiami? Da dove vieni? Cosa fai nella vita? Qual è la capitale del Burkina Faso? Quanto fa 7x3?", e Pinorecchio si sentiva assai disorientato da queste continue richieste, quando Magnapoco fece la domanda finale: "Tuo padre è ricco?". Lì Pinorecchio rimembrò il suo padre putativo, il vecchio Ģêρρëŧŧø, e rispose: "Nu' cazz'. Part'm' è ppuover', e non ci capa coi soldi a fine mese".
"Povera bestia", commentò Magnapoco, e disse: "To', sfigato, non ho più voglia di farti fare a pezzi dagli altri burattini, mi fai tristezza solo a guardarti. Porta queste cinque monete di rame al tuo padre povero".
Pinorecchio fu contento, ringraziò Magnapoco e se ne andò. Aveva fatto appena venti metri, e stava già riflettendo su come avrebbe potuto scrofanarsi quelle monete, quando, proprio in quel moment,o gli si pararono davanti due bizzarri individui: il primo aveva i capelli rossi e una faccia lunga, il secondo aveva i capelli grigi e gli occhi gialli.
"E vvo' chi mminghia sit'?" chiese Pinorecchio.
"Noi siamo il Felino ed il Mustelide", disse il Mustelide (quello coi capelli rossi), "siamo due pover cristi che girovagano disperati in cerca di quattro soldini. Inoltre abbiamo entrambi un handicap. Io, per esempio, sono senza denti."
"Ah", rispose Pinorecchio, e chiese al Felino: "E te che problem' tie'?"
"Purtroppo io sono muto", rispose il Felino.
"Ah", rispose Pinorecchio. "Sendite, io non teng' temp' da perde' co' due cretini come avvoi. Per cui tant' salut', vad' a casa con le mie monete de rame".
"No! Che fai!" gridò il Mustelide, "Noi abbiamo un affare da proporti: ti portiamo al Campo delle Cazzate, nel Paese dei Boccaloni: lì potrai piantare le tue monete ed il giorno dopo troverai un albero con assegni in bianco al posto delle foglie, tutti intestati a te!"
Pinorecchio fu colto da un lampo di avidità (né il primo né certamente l'ultimo della sua vita, ma neanche della giornata) e decise di seguire i due, mentre la cicala (che in realtà era un cicalo) gli si arrampicò sulla spalla per dirgli: "Pazzo! Che fai?!? Ma non capisci che questi sono due imbrogl...", ma fu immediatamente zittita da uno spruzzo di DDT, partito da un barattolo situato nella mando del Felino.
Agonizzante, la cicala (che in realtà era un cicalo) rimase sulla strada a tossire e vomitare mentre Pinorecchio si allontanava con i due.
 
La cicala (che in realtà era un cicalo) era molto forte e non morì, ma si fece alcuni giorni di prognosi riservata all'ospedale di Becerume, che aveva delle condizioni igieniche da piangerci la notte, ma cosa fece dopo lo vedremo nella prossima puntata, fra una settimana!
 
 
CANZONE DEL GIORNO
Sonata Arctica - I Want Out [Helloween cover]
7月13日

L'Angolo degli Ospiti: Fidya

Ben ritrovati, amici telematici!
Prima di immergerci nell'Angolo degli Ospiti, vorrei fare un appunto: Non ho scritto né ieri né l'altro ieri. Perché? Cazzi miei! Insomma.
Ma passiamo alle cose importanti... I riflettori di Falk's Blog, oggi, si sintonizzano per voi su:
 
Fidya!
 
Ave o ’ ardimentosi visitatori del Blog del signore di tutti i cori... Falk...
 
Ehilà... Un saluto colto! Imparate, gente!
Ma Fidya, una curiosità per noi: come è nato questo tuo nickname così... Così...
Come è nato questo tuo nickname?
 

Il mio nick “Fidya” è una creazione alquanto originale... Inoltre è solo e solamente mio! Non è una ricreazione immaginaria di nessuna personalità... Non è un abbreviazione del mio nome, né un soprannome che mi danno gli amici.

È piuttosto la mia immagine riflessa nel mondo virtuale... È il nome che ho scelto di indossare qui, in questo mondo di illusioni fittamente realistiche...

Ma andiamo con ordine... Non voglio perdermi come al solito in mille parole...

“Fidia o Phidia, Φειδίας in greco (Atene ca. 490 a.C. – ca. 430 a.C.) è stato un celebre scultore, pittore e architetto greco, delle cui opere originali, peraltro, sono giunti ai nostri giorni ben pochi resti: le conoscenze attuali che si hanno sulla sua opera si basano prevalentemente sulla descrizione di scrittori antichi e sulle copie rinvenute di alcune sue sculture, alcune delle quali, eseguite su monete e gemme. Si sa solo che Fidia eccelleva nella perfezione e nella plasticità delle forme, con una perfetta espressione di ideale di eterna bellezza.”

Ovviamente avrete sicuramente capito che è un nome maschile...

Ma è anche un personaggio che amava profondamente la bellezza e la sinuosità delle forme femminili, ed è proprio questo che mi affascina di lui...

Il suo modo di amare e contemplare... Un vero artista!

Allora ho deciso di prendere il suo nome... Ma con una piccola modifica... Per renderlo più femminile, così che non ci siano doppi sensi.
 
Affascinante! Vedi quelli che hanno studiato! Io manco mi ricordavo chi era! He...
Comunque, bella Fidya, adesso parlaci un po' della tua controparte reale: Studi? Lavori? Hai degli hobbies?
 

Studio Sociologia all’università di Salerno...

Hobby? Tanti… Molti anni fa amavo dipingere nature morte...

Ho riprodotto un paio d’opere di Giorgio Morandi... Poi ho rinunciato, poche soddisfazioni e poca passione verso quest’arte...

Ma le mie giornate, ora come ora, vengono occupate spesso dalla visione di film... Amo ogni genere... purchè sia originale e fatto bene (raro!?!) ma vedo di tutto...

Ovviamente i film che ho maggior piacere di vedere sono quelli con il mio attore preferito... Johnny Depp!
 
Eh, 'sto Depp! Uno sciupafemmine! E a ragione, dato che anche io, insomma, sno eterosessuale, MA...
Ecco. Ma continuiamo con l'intervista, cara Fidya... La tua passione più grande qual è?
 

L’arte Poetica e il suscitare emozioni con le parole...

Fin da bambina scrivevo... Ma non per far leggere a qualcuno i miei pensieri...

Scrivevo perché la scrittura aveva il potere di farmi rilassare... Tutt’oggi ha questo potere... Inoltre scrivo anche perché solo scrivendo di getto e presa da un impulso irrefrenabile, di solito in momenti particolari della mia vita, riesco a mettere in ordine i miei pensieri...

Quell’ordine che mi serve per capirli e per riuscire in modo ottimale a trasmetterli agli altri...

Molte volte in cui mi trovavo in difficoltà con i discorsi verbali preferivo prendere un foglio bianco e una penna e scrivere le mie emozioni, le mie volontà (ahah) e le mie voglie...

Infatti ancora oggi i miei migliori amici e molti dei miei ex (molti, che eufemismo!) hanno nel cassetto una mia lettera, una mia poesia... Almeno spero che sia ancora nel cassetto e non nel mare di rifiuti della Campania!

Fortunatamente, dopo che la mia ex prof. d’ italiano mi disse che le mie poesie erano uno schifo (povera invidiosa) ho vinto un paio di concorsi... (Qualcuno ha creduto in me!) E forse tra un paio d’anni riuscirò a pubblicare un libro...
 
Però! Qui abbiamo la Garcia Lorca di Avellino, signore e signori, lettori e lettrici! E vi assicuro che le sue poesie sono veramente interessanti (scrivo interessanti ma in realtà volevo semplicemente dire belle, ma belle era di una banalità allucinante)!
Ora, risvolti psicologici del carattere. Come rispondi ad un insulto?
 

Solitamente dopo un insulto termino la conversazione...

Oppure sorrido e faccio lo sguardo di minaccia!

Ahahahah

Sono molto vendicativa!
 
Igh! Cattiva! Mi spaventi! E se invece ti fanno un complimento?
 
Grazie! Troppo gentile... (Quando il complimento è banale!?!)
 
... Diventa banale anche la risposta, vedo...! Comunque, adesso iniziamo, come di consueto, la parte di intervista dedicata all'ospitante ed al suo fenomenale blog [questo, nda]. Per cominciare... Chi è Falk?
 
IdealMan!!! Che dire di più!?
 
Ehm, grazie... Quando tornerai da queste parti ci dilungheremo a spiegarne il significato... Ma fra FALK'S BLOG e Affreschi Passionali, quali sono analogie e differenze?
 

Mmm... Abbastanza diversi come ambiente...

Direi che il mio blog è meno riflessivo, meno puntuale, meno preciso...

Ma è più Bello!!!!!
 
Modestia! E invece, cosa cambieresti di FALK'S BLOG (e che, come già precedentemente detto a BaoRozzo, puoi sognarti che io cambi davvero)? E cosa invece terresti?
 

Ottima l’idea di cambiare canzone ogni settimana!

Terrei tutto, preferisco l’insieme...

 

Oh, un complimento! E invece, se fosse Falk a scrivere da te, cosa vorresti che scrivesse?

 

Tutto quello che scrive mi piace, perché non banalizza le frasi... Ma cerca sempre di scrivere quello che pensa in modo diretto e dettagliato, se lo ritiene necessario... (Pagami per questo Albè! Ahah)

 

Precisando che non ho nessun ufficio stampa che ha pagato la nostra ospite per dire questo, andrei avanti...

MARZULLO TIME PARTE PRIMA!

Fatti una domanda e datti una risposta!

 

Le domande non sono mai stupide, le risposte possono esserlo!

 

"Mangiafuoco quando compie gli anni mangia la torta e le candeline?"

 

Si!

 

Bleagh! Passi per la candela accesa, ma questo si mangia pure la cera delle candeline! Blah!

MARZULLO TIME PARTE SECONDA! Altra domanda, altra risposta, altro giro, altra corsa!

 

"È proprio il paese in cui vogliamo vivere quello in cui Lele Mora sta tutti i giorni in prima pagina sui quotidiani importanti, Maria De Filippi fa record d’ascolti e il GF va in onda più spesso del telegiornale?"

 

Tocca a voi rispondere...

 

Ok, anche questa settimana siamo arrivati alla fine! A presto Fidya! Ci reincontreremo presto!

 

Eccoci alla fine di questa spettacolare intervista!

Non ho nient’altro da aggiungere...

Ah sì...

Falk, hai avuto una splendida idea!! BRAVO!

 

FALK: Stay tuned, people!

A domani per il cazzeggio finesettimanale e appuntamento a domenica con la seconda parte dell'acclamatissimo PINORECCHIO, della ancor più acclamata serie delle FAVOLE DELLA BUONANOTTE!

 

FIDYA: Baci, a presto!

 

CANZONE DEL GIORNO

Elvenking - White Willow

7月10日

Marillion - Misplaced Childhood

Prima di iniziare l'analisi dell'album della settimana, vorrei chiedervi un favore:
 
 
Vi chiedo se potreste andare in questo post e votare il vostro blog preferito (il MIO ovviamente!)...
Per favore fatelo!
NON POTETE PERMETTERE CHE IL VINCA IL BLOG DI UNA RAGAZZINA PUNKETTONA!
Ecco.
Torniamo a noi.
 
Marillion. Questo nome sarà sconosciuto ai più, posso immaginarlo. Si tratta di un gruppo prog-rock degli anni '80, che si ispirano visibilmente ai Pink Floyd e ai Queen, il che diciamo non è proprio malaccio come stile, anzi... Si grida al capolavoro!
Difatti, l'album che vado a proporvi è quello che si potrebbe definire un vero e proprio capolavoro.
La cosa che si nota principalmente è che la musica si ferma in un solo momento, cioè alla fine di Heart Of Lothian, dividendo idealmente l'album in due parti, dato che tra le altre canzoni la musica non si ferma, ma cambia soltanto, cioè, le due parti sono continuative, non c'è stacco tra una canzone e l'altra. Difatti il progetto originale non era di creare un album di dieci canzoni, ma di due canzoni lunghissime che sarebbero dovute chiamarsi Misplaced Childhood Part I e Misplaced Childhood Part II, cosa che risultò impossibile a causa di pressioni dalla casa discografica.
Comunque si tratta solo di esteriorità, perché la musica sarebbe rimasta invariata (aggiungiamo la comodità, ora che è arrivata l'era del cd, di arrivare direttamente alla traccia desiderata).
Impossibile un'analisi canzone per canzone, vista la continuità dell'album, mi limiterò a darvi la lista canzoni e qualche nota sulle due parti.
 
 
MISPLACED CHILDHOOD PART I
- Pseudo Silk Kimono
- Kayleigh
- Lavender
- Bitter Suite
   I: Brief Encounter
   II: Lost Weekend
   III: Blue Angel
   IV: Misplaced Rendezvous
   V: Windswept Thumb
- Heart Of Lothian
   I: Wideboys
   II: Curtain Call
 
MISPLACED CHILDHOOD PART II
- Waterhole (Expresso Bongo)
- Lords Of The Backstage
- Blind Curve
   I: Vocal Under A Bloodlight
   II: Passing Strangers
   III: Mylo
   VI: Perimeter Walk
   V: Threshold
- Childhoods End?
- White Feather
 
 
La prima parte è quella più 'pop', anche se per 'pop' intendo la musica che era popolare allora, e parliamo, per quanto riguarda il genre, dei Pink Floyd. Si sentono molto in questa parte (e in tutto l'album), soprattutto dall'intro di tastiera molto psichedelico (Pseudo Silk Kimono). Si continua con una parte molto melodiosa e romantica vista sia con un rock melanconico che in forma di piano ballad (Kayleigh-Lavender), per proseguire con la seconda metà della prima parte, piena di rimandi ad un Dark Side Of The Moon e ad altri classiconi del periodo psichedelico, ma il tutto condito con una più che convincente melodia molto personale e intima, capace di toccare i cuori e le menti (Bitter Suite-Heart Of Lothian).
 
Ecco come si può definire questo album. Intimo.
 
Nella seconda parte le cose si fanno più complicate, in senso musicale. Una parte di tastiera allucinante da quanto è ben congegnata che dopo qualche minuto sfocia in un sereno mid-tempo che fa recuperare l'allegria (Waterhole-Lords Of The Backstage) per preparare alla parte più complessa ed ambiziosa dell'album (Blind Curve). Qui si intrecciano, come già accennato, i Pink Floyd, ma anche i Queen, o i King Crimson, molti gruppi che di per sé non si potrebbero unire, ma che i Marillion hanno saputo unire in modo diligente e sapiente. Il finale ricorda un po' i Jethro Tull, se non altro per le atmosfere molto calme ma allo stesso tempo movimentate, ed il tutto sfuma lentamente, come nello svegliarsi dolcemente da un bel sogno (Childhoods End?-White Feather).
 
Un  bellissimo sogno è quest'album. E come ogni sogno bello si vorrebbe rifare, allo stesso modo si preme il tasto '1' dello stereo e si ricomincia a sognare.
 
 
CANZONE DEL GIORNO
Dragonland - The Neverending Story
 
 
P.S.
La canzone in sottofondo è quella che volevo farvi scaricare ieri. Non sono riuscito a mettere una canzone dei Marillion, nonostante abbia usato lo stesso identico metodo con cui ho messo la mia. Boh.
Saluti.
7月9日

Della totalità dello scazzo

Un abbastanza caloroso buonasera a tutti.
Sono veramente giornate del cazzo, queste. Non ho voglia di fare nulla. Però mi tocca, azzo.
Vi ringrazio già per l'incredibile seguito che hanno iniziato ad avere le Favole della Buonanotte. le credevo una minchiata ed invece voi dimostrate di apprezzarle, tanto da lasciare ben 7 commenti in poche ore, una cosa mai vista. Grazie di cuore, cercherò di renderle sempre più divertenti per voi.
Vorrei inoltre farmi un po' di pubblicità.
Siccome io dico che canto e sembra che mi invento le cose, ho deciso di fare una cosa, fatta assai bene.
1) Ho preso la tablatura della canzone acustica Wicked Witch dei Demons & Wizards, che conteneva chitarra acustica e piano, e l'ho trasferita in Guitar Pro.
2) Ho cambiato la chitarra acustica in chitarra elettrica jazz e il piano in chitarra elettrica di un altro tipo.
3) Ho personalmente aggiunto una linea di basso e una di batteria (gli ultimi procedimenti sono stati fatti al computer, quindi non è roba dialtissima qualità).
4) Ho registrato tutte le tracce una per una in Audacity e le ho mixate.
5) Ho registrato circa 8 tracce vocali utilizzando la mia splendida voce (seeee).
Il risultato lo trovate a questo link: http://uploadhut.com/download/image.php/?file=563739.mp3
A questo punto inserite il codice di sicurezza che vedete nell'immaginina in basso (è una cosa che dovreste essere adusi a fare, ormai le iscrizioni su Internet si fanno tutte così) ed arriverete ad una nuova pagina. Cliccate su 'Right click... eccetera' con il tasto sinistro per sentire la canzone direttamente, con il tasto destro, scegliendo 'salva oggetto con nome' o 'salva destinazione come' (a seconda del browser che utilizzate) per salvarla sul pc.
Sarebbe interessante sapere chene pensate.
Vi ringrazio anticipatamente.
Falkolo
CANZONE DEL GIORNO
Running Wild - Under Jolly Roger

Le Favole della Buonanotte - Volume II

PINORECCHIO
PRIMA PARTE
 
C'era una volta, e vi parlo di tanti anni fa, ma talmente tanti che a contarli si fa notte, un vecchio e simpatico falegname di nome Ģêρρëŧŧø. Egli era un falegname assai povero e sfigato, che viveva in una casa triste e diroccata, con l'unica compagnia delle minchiate che costruiva. Un giorno, causa una serata passata all'osteria del piccolo e brutto paese in cui viveva, chiamato Becerume, decise di costruire un burattino di legno, desiderando che potesse muoversi e parlare. Quel burattino era il chiaro esempio di una mente disturbaa ed obliata dall'alcool, in quanto era brutto, sproporzionato, fatto con materiali diversi che non c'entravano assolutamente l'uno con l'altro... Ma Ģêρρëŧŧø era contento, un po' per via dell'alcool, grazie al quale si avverò immediatamente il desiderio di vedere il burattino muoversi e parlare (nonostante, chiaramente, il burattino fosse fermo e muto). Ģêρρëŧŧø andò a dormire e, in quel mentre, accadde una cosa incredibile, ma talmente incredibile che non ve la racconto neanche, tanto non ci credete. Invece posso raccontarvi che, subito dopo, la finestra si illuminò di luce rossa e apparve, magicamente, una squillo vestita di un corpetto rosso fuoco come i suoi capelli, cond due dita di rossetto e due prosperose boccione. La squillo illuminata di rosso iniziò a toccare il burattino proprio lì dove non batte il sole, ed esso magicamente si animò. E non solo lui [stesso discorso dell'altra volta... se non la capite non ve la spiego]. Il burattino aprì i suoi occhietti, ora funzionanti, e parlò: "'Inchia, chi cazz' sareshti te?"
La squillo rispose: "Io sono la fata Bo***ina, ti ho dato la vita. Potrai diventare un bambino vero, e crescere in un adulto assai dotato, se riuscirai a non prendere nessuna multa per un anno da oggi", e volò via.
Il burattino la rincorse gridando: "Ashpe'! Manco m'hai ditt' com' me chiam'!"
"Ti chiami Pinorecchio!" gridò la fata Bo***ina da lontano, mentre la sua luce rosse si affievoliva per poi scomparire all'orizzonte.
Tutto quel trambusto svegliò Ģêρρëŧŧø, che raggiunse Pinorecchio e lo vide in piedi. Immediatamente pensò che evidentemente la serata all'osteria di Becerume si trascinava ancora dietro i suoi effetti, per cui fece per tornarsene a letto, quando il burattino parlò: "Ahò, ma che mminchia shta' a ffa'?"
Ģêρρëŧŧø si girò di scatto e bestemmiò. Osservava il burattino e rimuginava sul fatto che ricordava distintamente che l'unica cosa lunga creata nel burattino fosse il naso, e non gli sembrava più così. Ancora incredulo, chiese a Pinorecchio come mai parlasse e lui gli raccontò della buffa fata che aveva incontrato. Ģêρρëŧŧø credeva a ben poco, e poi pensava che effettivamente la fata avrebbe potuto evitargli un accento meridionale, ma alla fine quel che contava era avere una nuova compagnia, quella di Pinorecchio.
In pochi giorni Ģêρρëŧŧø era già stufo di lui e stava meditando di farne ciocchi per il camino, quando ebbe un'illuminazione: lo iscrisse a scuola, cosicché per almeno una parte di giornata non lo avrebbe avuto fra i piedi.
Di buon mattino, Ģêρρëŧŧø diede un calcio nel sedere a Pinorecchio, che così ruzzolò fuori di casa. Mentre il burattino si rialzava moccolando, in un dialetto al cui confronto le rune draconiche hanno un suono dolce ed armonioso, Ģêρρëŧŧø gli porse un abbecedario (un libro che spiegava le lettere dalla A alla D, cosicché già leggere 'abaco' era impossibile) e una banana color verde scuro, che Pinorecchio avrebbe dovuto regalare al maestro, e subito dopo lo cacciò in malo modo.
Pinorecchio si scrofanò la banana dopo circa 10 metri di cammino, barattò l'abbecedario con un accendino Zippo da un altro ragazzetto svaporato come lui e si incamminò, volontariamente, nella direzione opposta a quella della scuola.
Nel frattempo, un buffo animaletto iniziò a corrergli dietro, ma esso era talmente piccolo che egli non se ne avvedette finché non gli si arrampicò sulla spalla. Pinorecchio si girò e notò che si trattava di una cicala (che in realtà era un cicalo), e subito disse: "Vattinn', shchifezz', tengo ggià li mie' probblemi!".
Ma la cicala (che in realtà era un cicalo) rispose: "Salve, ragazzetto! Io sono una simpatica cicala (che in realtà è un cicalo) or ora fuggita dalle campagne, dove una formica abbietta mi ha cacciato in malo modo perché volevo il suo cibo. Sono qui in città per guadagnarmi un po' di soldi, per cui cerco un part-time come coscienza dei bambini svogliati e fancazzisti come te. Nel tempo libero vendo il culo per arrotondare".
"Ma fa' un po' che ccazzo te pare..." fu la laconica risposta di Pinorecchio che, ignorando i preziosi avvertimenti della cicala (che in realtà era un cicalo), saltò scuola quel giorno e tutti i successivi.
 
A tutt'oggi non ha nemmeno la prima elementare, ma tira a campare. Ma questo lo vedremo nella seconda parte, online fra una settimana, non mancate!
 
CANZONE DEL GIORNO
Black Sabbath - The Sign Of The Southern Cross
7月6日

L'Angolo degli Ospiti: BaoRozzo

Signore e signori, benvenuti nell'ANGOLO DEGLI OSPITI!
Questa settimana, per la primissima puntata della nostra rubrica, abbiamo un ospite di tutto rispetto!
Un batterista, un poeta, un blogger, un designer! Lui è tutto questo ma anche molto di più! Ho l'onore di presentarvi...
Salve a tutti, lettori belli e brutti!
Hehehe! Dunque, Bao, che ne diresti di aprire questo angolo spiegandoci come hai scelto il tuo nickname?
Perchè BaoRozzo?
Ecco, la storia si perde nei tempi, ormai la derivazione del nome è leggenda, si perde nella foschia dell'incredulità.
In pratica lo so io e cento, centocinquanta persone circa.
Un mio collega di lavoro, che saluto col pugno a mo' di "ti sfascio la capa" (odioso, quanto era odioso, nel suo ripetere le cose all'infinito solo per il gusto di rompere agli altri mentre lui caxxeggiava e noi che non riuscivamo a concentrarci) un dì prese a ripetere "borozzo borozzo, borozzo borozzo, borozzo, borozzo borozzo" e ovviamente nessuno capiva che volesse dire.
Io però ho cercato di dare un significato e il resto è storia.
Che vi racconto.
C'era una volta 'sto collega, ripeteva "borozzo borozzo" tutto il dì, io ho detto.."uhm, borozzo? BaoRozzo! che bel nome, me lo scelgo per me!"
Fine della storia.
E adesso a letto i piccini!
Interessante! Ma ora passiamo agli aspetti che rappresentano la tua vita reale, non quella telematica; dimmi un po', che lavoro fai? Quali sono i tuoi hobby?
Lavoro... uhm... Disegno cose tecniche, cilindri espansibili per le cartiere ad esser precisi, seguo i terzisti per le quote che servono per le lavorazioni, seguo una parte dell'officina quando han bisogno anch'essi delle quote, i commerciali che hanno bisogno dell'invio di disegni in pdf, i commerciali che stanno cercando disegni vecchi (e quella di trovar disegni è
un'arte di elasticità mentale, se vado via io trovateveli se siete capaci), seguo la parte tecnica dei pc in ufficio, mi occupo del backup dei dati e di consulenza ai colleghi commerciali che non sanno un tubo di quel che vendono e cose sparse che ora non ricordo.
Il tutto pagato come un terzo livello (che dovrebbe
far fotocopie... si, faccio anche quelle per i
terzisti, dimenticavo).
E prendo merda quando sbaglio (ma da progettista però).
Hobby... Musica, musica, musica, collezionare cd, suonare la batteria, suonare la chitarra, caxxeggiare con gli altri strumenti musicali, scrivere poesie, leggere e scrivere sul blog, scrivere racconti, cercare di sviluppare idee creative e divertenti (nel logo della mia band folk l'idea della scritta sui denti è mia).
Altro?
No, direi che è stato molto esauriente! E sempre nell'ambito della vita reale, abbiamo parlato del lavoro e degli hobby, ma tu avrai sicuramente una passione, un qualcosa che non ti fa pensare ad altro che a quella...
A parte l'amore?
La musica, senza dubbio.
Quando si compra una macchina e si controlla che ci stia la batteria, che abbia un bagagliaio capiente e si rinuncia anche alla "patente subito" pur di metter le mani sull'agognato strumento e si arriva a far debiti pur di aver il modello del colore che ci piace, qualcosa si capisce, no?
Come, dal pubblico dicono che "si capisce che sono scemo?"
Beh, ma c'era bisogno di queste prove? :D
He! Bene, abbiamo conosciuto BaoRozzo per quanto riguarda gli aspetti, diciamo 'esterni' della sua vita, ma andiamo ad esplorare i meandri della sua psicologia... Dimmi, come risponderesti ad un insulto?
"Prego? Non ho capito bene..." (per dare un'occasione di redimersi)
"Ah, complimenti, intelligente da parte tua, davvero,bravo, CERTO!, Öh!" (e smetto di badarlo)
Se non la smette l'intimorisco millantando di esser cintura nera di Kung-fu tradizionale shaolin (cosa corrispondente a verità).
Azz! Pericoloso! Starò attento allora... E invece, come rispondi ad un complimento?
"No, ma dico, stai scherzando?
Ma parli davvero con me?
Ma sei sicuro?
No, ti stai sbagliando, dai!
Beh, se sei sicuro... allora... grazie... :)"
Ottimo!
Bene, adesso entriamo nel fulcro dell'intervista... Non dobbiamo dimenticarci che è ospitata su FALK'S BLOG ed è da esso sponsorizzata, e lo sponsor in persona sono io! Per cui... BaoRozzo, chi è Falk?
Beh, un simpa di prima categoria, una ciacoletta che ci passeresti le giornate e anche con la mascella slogata staresti ancora lì a parlarci, un person intelligent, dialogativ, diplomatique, scherzerellon, tres divertent e solar!
Quasi un me ma all'opposto, come carattere.
Lui tende alla positività, io al pessimismo e fastidio.
Queste le prime impressioni di settembre.
Ah, ma siamo in luglio, sbadato, Öh!
Lusingato! Ma ora le cose si complicano... Ti chiedo di paragonare il mio blog con il tuo! Differenze e somiglianze...
Beh, ambedue son ordinati, non impestati dai gadget java che rendono i blog pesantissimi.
Hanno la lista del programma della settimana (come esser in TV), un sacco di amici in comune ed intelligenti, ci si scrive sopra spesso, sono ambedue interessanti (magari il mio meno), i colori sono strani (il tuo viola mi fa perdere delle diottrie, il mio ottico deve mandarti l'assegno a fine mese) e tutti e due sono ironici.
Hanno la musica di sottofondo e un sacco di informazioni e cose da leggere e vedere (il tuo molto di più, però).
Il di Falk blog è su da molto più del mio e quest'esperienza si sente.
Ambedue ce ne freghiamo e scriviamo liberamente quel che si pensa...
Ho preferito la visualizzazione del layout a due colonne per dar spazio a tutto.
Ho dimenticato qualcosa?
Mi sembra nulla, ma comunque QUA LE DOMANDE LE FACCIO IO! Ehm... Visto che sei ospitato nel FALK'S BLOG (sempre sia lodato) dicci: cosa vorresti che fosse cambiato nel blog (e che chiaramente puoi sognarti che io cambi davvero)?
Cosa toglierei dal blog dell'ospitante?
Domanda ardua... Sai che potrebbe andar bene così?
Poi... io ho scelto la visualizzazione a due colonne, forse proverei quella, ma non vorrei snaturare il tuo blog...
cioè, per mia scelta preferisco aver un blog "aperto", non soffocato da due colonnine soffocate anch'esse da tutto ciò che ci sta dentro.
Ma forse non te l'ho mai detto, io sono strano.
Me l'hai già detto, ma non serviva neanche la prima volta! Hehehe... Spiegazione: la visualizzazione a tre colonne è l'unica che possa farci stare tutto senza farvi scendere con la barra di scorrimento per chilometri e chilometri... Perché io nel mio blog metto spesso, ma quasi mai tolgo. Quindi le cose si accumulano ed è già troppo vasto così. Se mettessi le due colonne sarebbe stretto e lungo! E poi voglio che la colonna dedicata al blog sia al centro, per darci maggiore importanza.
Ma visto che hai detto a Falk cosa cambieresti del blog (e che puoi sognarti che Falk cambi veramente), dimmi... Cosa vorresti che Falk scrivesse nel TUO blog?
Un commento ad ogni post.
È utile, sia per me sia per conoscere meglio te, Falk, sia per ridere ai commenti quando son intriganti dal ridere sia quando danno da pensare.

E Falk arhiva, phunthuale kome orolhoggio sfitzerho!
Hehehe!
È arrivato il MARZULLO TIME! Fatti una domanda e datti una risposta!
"Perchè?"

Beh, la domanda apre a così ampie vedute che non posso non rispondere, è così divertente aver spazio per scrivere infestando il blog amico di Falk che colgo l'occasione per vergare un trattato sul nulla, così come vi viene presentato in questo momento, non lo trovate divertente?

"Perchè?"

Ma che domanda è perchè?
Fine del trattato sul nulla (era per dimostrare che si può scrivere di tutto e su tutto, come sono noioso...)
MARZULLO TIME, PARTE SECONDA! Altra domanda, altra risposta! Magari seriamente...!
Ok, non barerò come prima.

"Cosa ti piacerebbe?"

Riuscire a capire cos'ho nella testa (cos'ho nelle scarpe quando ho in mente te, no era una canzone, lasciam perdere), capire quali pensieri mi balenano...
A volte non sembra mio ciò che scrivo, lo rileggo e dico "moi?"
E poi arrivare a capire tutto quel che ancora non riesco a capire, datemi una spiegazione convincente su tante cose, please!
E ogni cosa è oggetto di possibile spiegazione.
E quindi dove arrivo?
Ecco cosa vorrei... avere la domanda giusta da pormi, tutta la mia vita è basata sulla ricerca delle domande giuste.
Quelle che ti mettono nell'angolazione adatta per trovare, capire ciò che cerchi.
Funziona anche su Google e dove lavoro io per cercare i disegni.
Siamo arrivati alla fine, BaoRozzo! Dopo questa interessante intervista, per la quale ti ringraziamo, saluta i lettori di FALK'S BLOG!
Se non siete riusciti a seguire tutti i discorsi... sì, è normale.
Se non vi siete divertiti troppo... anche quello è normale.
Se vi ho fatto rifletter un po'... evviva!
Se incontrerete Falk e gli chiederete "ma chi era quel pazzo", Falk rispondi pure "Öh! un pazzo".
Spero di avervi fatto capire un po' di me, spero abbiate avuto un good time, spero siate felici, love peace and death metal, yeah!
FALK: Così si conclude la prima puntata dell'Angolo degli Ospiti! Spero vi siate altresì divertiti! Ci rivediamo con un nuovo ospite la settimana prossima, mentre domani avemo il consueto cazzeggio finesettimanale e domenica il VOLUME II delle acclamatissime favole della buonotte!
METAL ON!
Vostro Falk
BAOROZZO: Chi segue il gregge prima o poi pesta la merda.
Rifletteteci, è una grande verità.
E fanno 5 euro per la consulenza in psicologia sociale, grassssie!
BaoRozzo
CANZONE DEL GIORNO
Queen - Machines (or 'Back To Humans')
7月5日

Sulle strade

IL CODICE DELLA STRADA REALE (ovvero: il codice della strada che rispecchia il reale comportamento della gente)
- Più grossa e costosa è un'automobile, più essa avrà libertà sulle strade.
- Se un'automobile costa più di 10 volte il salario annuo di un operaio, essa avrà SEMPRE diritto di precedenza.
- In caso di segnale di 'dare la precedenza' è necessario fermarsi.
- In caso si segnale di 'stop' è possibile proseguire tranquillamente.
- In caso di semaforo arancione, accelerare il più possibile per evitare il rosso.
- In presenza di più corsie nello stesso senso di marcia, cercare di stare il più comodi possibile al centro della strada.
- In caso di incidente avete ragione voi.
- In caso di svolta che devia dalla strada che si sta percorrendo, le frecce sono opzionali.
- In caso di svolta obbligata, le frecce sono obbligatorie.
- L'auricolare e il vivavoce sono vietati. È consentito il vivavoce unicamente se si usa una mano per tenere il microfono vicino alla bocca.
- La musica assordante è obbligatoria. Se essa non è udibile più su del secondo piano delle case, alzare il volume.
- Guardare gli specchietti è vietato.
- Frenare o scalare la marcia prima di 20 metri dal semfaroro o dalla curva è vietato.
- Quando possibile, accelerare a tavoletta.
- I pedoni non hanno MAI la precedenza.
- In rotatoria avete la precedenza.
- Guidare male è meglio.
 
 
VAMEDECUM PER AUTOTRAMVIERI (ovvero: come essere provetti guidatori di autobus)
- Frenare sempre in modo molto brusco.
- Il maggior numero di scossoni è la scelta migliore.
- Cercare, per quanto possibile, di prendere il maggior numero di buche possibili.
- Cercare di andare più lentamente possibile.
- Cercare di tenersi sempre più al centro della strada.
- In definitiva: cercare di arrecare quanto più danno e fastidio agli automobilisti, ai pedoni e ai passeggeri.
 
 
LE CINQUE REGOLE D'ORO PER IL PEDONE
- Stare il più lontano possibile dalle strisce pedonali in caso di attraversamento.
- Aspettare che le automobili siano il più possibile vicine a voi prima di attraversare.
- In caso di gruppi di più persone, cercare di posizionarsi sempre in una formazione tale da occupare il maggior spazio possibile, meglio se con qualcuno in mezzo alla strada.
- Gli automobilisti non hanno mai ragione.
- Attraversare sempre con estrema lentezza.
 
 
LE CINQUE REGOLE D'ORO PER IL CICLISTA
- Stare il più possibile al centro della strada.
- Una volta al centro della strada, andare piano.
- L'andatura più sicura è quella a zigzag.
- Mai rispettare i semafori.
- Mai segnalare eventuali svolte.
 
 
Mi scuso per il post atipico e per la mancanza di un post ieri. È un periodo impegnato e anche un po' difficile. Vi saluto.
 
CANZONE DEL GIORNO
Led Zeppelin - Thank You
7月3日

Bokor - Anomia1

Oggi sono qui per parlarvi di un bellissimo album, uscito a gennaio sotto l'etichetta italiana Scarlet Records:
Anomia1 degli svedesi Bokor.
 
Si tratta di un album decisamente inusuale, raccoglie in sé molte realtà del nu-metal e del metal in generale, in particolare è molto influenzato da System Of A Down, Tool, Audioslave, Soundgarden, Mastodon, Anathema, e così via...
Le atmosfere di questo album hanno anche un che di 'caraibico', anche se non lo so spiegare con parole migliori.
Passerei ad esaminare l'album canzone per canzone:
 
1 - Crawl - The Sermons And Dreams Of John Duncan Thunstall [5:39]
Già dalla prima battuta capiamo che questo è un album metal. La primissima canzone parte subito con una sferragliata di potenza eccezionale, che di colpo sfuma in un miscuglio tra una dance hall, un rito voodoo caraibico (quello celebrato, appunto, dai bokor) e B.Y.O.B. dei System Of A Down, e la canzone procede a tratti di questo tipo, per avere uno stacco verso la fine, con atmosfere quasi pinkfloydiane che poi risfociano nel potentissimo riff iniziale.
 
2 - Best Trip [5:31]
E già dalla seconda canzone capiamo che questo album sarà molto vario, in quanto questa inizia con un riff di tipo completamente diverso dalla prima. In questa canzone non troviamo parti particolarmente aggressive o veloci, in quanto tutta la canzone si svolge in un tranquillo 4/4 che, con momenti più o meno appesantiti dagli strumenti e dalla voce, non cambia mai ritmo. La canzone richiama un viaggio in America Latina svolto dal chitarrista.
 
3 - The Island Of St:Menée (Beach Of The Living Dead) [6:25]
Uno dei pezzi migliori dell'album, questa è uno splendido esempio dell'incredibile versatilità creativa della band svedese. Il ritornello è particolarmente accattivante ("The fare is one body a ritual, the fare is one body a ritual, paid in advance, paid in advance..."), e gli stacchi tra un pezzo e l'altro e i cambi di tempo sono frequenti ed aggiungono movimento e varietà alla canzone. In particolare va menzionata la parte prima e durante l'ultimo ritornello, in cui le due chitarre suonano in due tempi diversi, eccezionale nella sua complessità artistica e melodica.
 
4 - Convert Into [7:02]
A mio parere la migliore dell'album, e anche quella che state ascoltando proprio ora, hehehe (ricordo che per sentirla dovete usare Internet Explorer). Dopo un'introduzione vagamente caraibica, la voce di Lars Carlberg ci accompagna lungo un viaggio di amore e morte, che sfocia in un vocalizzo eccezionale, seguito da un dueto fracantante e chitarrista che parlano di sconcertanti verità... La canzone si potenzia sempre di più ed esplode in un growl e in una parte strumentale di tutto rispetto. Il finale è lasciato di nuovo alla voce, che coclude questo masterpiece come l'ha introdotto, in modo eccezionale. Un capolavoro.
 
5 - Migrating [14:49]
Questa lunghissima suite è uno dei pezzi più complessi ed assieme interessanti dell'album. Oltre ad occuparne un terzo in lunghezza, essa è una summa musicale e lirica di tutto l'album. Abbiamo momenti di potenza, momenti di calma, quell'intro quasi jazz, una parte che ricorda i Muse, un ritornello che ricompare solo alla fine, prima di un momento strumentale maestoso che va a sfumare, lasciando una voce che, dall'altra parte di una ricetrasmittente, ci comunica frasi incomprensibili prima di interrompersi bruscamente. Questa è Migrating, e, nonostante la sua incredibile lunghezza, vorreste non finisse.
 
6 - Avert Your Eyes [5:01]
Per concludere un album così difficile, ci voleva una canzone altrettanto difficile, ed ecco Avert Your Eyes. Le parti sembrano quasi contrastare fra loro, mentre in realtà sono un tutt'uno con e della continuità della canzone. La strofa ricorda i Soundgarden (come osservò BaoRozzo), il ritornello è una cosa che è tutto e niente, che prende da molti gruppi e allo stesso tempo è originale, come l'intero album del resto, album che questa canzone conclude degnamente.
 
 
C'è inoltre da aggiungere che questo album è una SUPERMEGACICCIAFIGATISSIMA.
 
Vostro Falk
 
CANZONE DEL GIORNO
Deep Purple - Lazy
7月2日

In statale

Perché la gente in statale deve andare così piano?
Ci ho messo quasi mezz'ora a tornare da casa di Bao dopo le prove!
Mi sono immesso nella Statale 11 e mi trovo davanti un rincoglionito che va pianissimo. Poi vedo che c'è uno che gira davanti a lui e penso: "Avrà rallentato perché quello doveva girare". Invece no, andava piano lo stesso. Ma cazzo, c'è il limite dei 70 in statale, questo significa che puoi fare i 90 abbondanti come minimo (ehm)!
Dopo varie peripezie riesco a sorpassare il rincoglionito, e davanti a me si parà un terribile Fiat Doblò che andava piano uguale (AAAARGH), faccio i salti mortali per sorpassare anche lui e... Davanti al Doblò, un SUV che mi ha preceduto fino a davanti casa, SFIORANDO I 40, GENTE!
MALEDETTI!
Clio deve correre, se no poi si arrabbia!
(Per chi non l'avesse capito, la mia macchina è una Renault Clio blu, chiamata da me la MetalMobile, e avrete capito perché)
 
Comunque le prove sono andate bene, stasera abbiamo variato il repertorio come segue:
 
Black Sabbath - Paranoid
Led Zeppelin - Immigrant Song
Deep Purple - Black Night
 
Come vedete andiamo proprio sui classiconi! Hihihi!
Ma mi diverto troppo con gli altri, tropo fuori di testa (Mauro soprattutto), ne vedrete presto delle belle!
 
Grazie per l'acclamazione della favola della buonanotte di ieri, mi fa piacere che non l'abbiate percepita come il parto di una mente profondamente disturbata, anzi.
 
Buonanotte gente, oggi sono stanco!
A domani col momento musicale!
 
CANZONE DEL GIORNO
Blind Guardian - The Edge
7月1日

Le Favole della Buonanotte - Volume I

LA CICALA E LA FORMICA
2
- Il Ritorno della Cicala -
 
 
RIASSUNTO DELLA PUNTATA PRECEDENTE
La storia ha per protagonisti due personaggi: una formica di nome Enrica e una cicala (che in realtà era un cicalo) di nome Ezio. Si erano conosciuti in un assolato pomeriggio di luglio; la formica si spaccava la schiena a portare molliche di pane al formicaio, pagata una miseria, sfruttata e persino precaria, mentre la cicala (che in realtà era un cicalo) passava le giornate nel cazzeggio più assoluto all'ombra di alcuni arbusti, cantando allegramente canzoni dei Cannibal Corpse. La formica, che aveva un cuore, seppur non in modo troppo evidente, aveva ammonito la cicala (che in realtà era un cicalo) che le previsioni del tempo auspicavano un inverno molto rigido, e che, invece di cazzeggiare, sarebbe stato più utile raccogliere provviste per l'inverno. Ma la cicala (che in realtà era un cicalo) se ne era altamente strafottuta e aveva continuato a cazzeggiare cantando allegramente le canzoni dei Cannibal Corpse per tutta l'estate. Arrivato l'inverno, la formica aveva sentito bussare alla porta e aveva trovato lì davanti la cicala (che in realtà era un cicalo), infreddolita ed intirizzita, che elemosinava una briciola di pane per tirare a campare. La formica, che non aveva cuore, e in modo molto evidente, l'aveva apostrofata in malo modo le aveva proferito testuali parole: "Per tutta l'estate, mentre io facevo provviste per l'inverno, tu cazzeggiavi e cantavi allegramente le canzoni dei Cannibal Corpse; adesso balla!", e le aveva sbattuto la porta in faccia. Dopo quel giorno, la cicala (che in realtà era un cicalo) non si era più fatta vedere (questa storia si conclude con l'erroneo finale della cicala morta di stenti, ma scopriremo più avanti che in realtà così non fu).
 
INIZIO DELLA STORIA VERA E PROPRIA
Quell'inverno era quasi trascorso, piatto ed identico ad ogni altro. La formica Enrica rimuginava mentre faceva i lavori a maglia distesa sul letto, prima di dormire. Si girò ed osservo suo marito: era una formica soldato di nome Raimondo, che in tutto il formicaio era conosciuto e ricordato come uno che alle cose proprio non ci arrivava. Fondamentalmente tutti lo riconoscevano per quel che era, cioè un idiota totale senza speranza. Enrica si chiedeva che cosa l'avesse portata a sposare un soldato del genere, che da quando militava nelle Forze Armate del Formicaio (FAF) aveva causato più danno che altro. Sperava che la cruenta e sanguinosa guerra contro gli afidi, che ormai si protraeva dall'ottobre precedente, facesse un'opera di carità e se lo portasse via in modo possibilmente violento e sofferente. La regina Maria Vittoria Stuart Elisabetta Windsor d'Orange York auspicava un trattato di pace, Enrica auspicava nella morte del marito nell'indifferenza del formicaio. Perché, come ormai abbiamo già capito, Enrica era stronza forte. Le ferie natalizie stavano per finire, e lei quasi piangeva al pensiero di ritornare a quell'infame lavoro sottopagato di smistamento provviste. I) sindacati, fra l'altro, erano stati aboliti dal primo ministro Anter, quindi le condizioni dei lavoratori precari come Enrica erano ulteriormente peggiorate. Rimuginando su queste cose, Enrica ebbe uno slancio d'affetto e svegliò Raimondo, chiedendogli: "Raimondo, ma se io morissi poi tu ti risposeresti?". Alla risposta eloquente di Raimondo: "Chi?", Enrica si rassegnò e si mise a dormire, ignorando le lamentele del marito: "Enrica, con chi parli? C'è qualcuno qui? Non addormentarti adesso, ho paura dei mostri!"
Poco tempo dopo, le preghiere di Enrica vennero esaudite. Un colpo di mortaio dell'Esercito dell'Impero Afide (EIA) tranciò di netto la testa di Raimondo. Proprio il giorno dopo si conclusero i trattati di pace. Enrica poté quindi dedicarsi anima e corpo ad Achille, il suo amante, una formica fuco di ottima presenza, con due belle antenne e una bella antennona.
La fine dell'inverno, insomma, fu molto calda per Enrica [e questa non ve la sto neanche a spiegare, è sottile ma si capisce, eh!] e quindi ricominciò la stagione lavorativa. Mentre come al solito si spaccava la schiena a portare le solite molliche di pane, si fermò di colpo, parvendole di riconoscere un ritornello familiare che si avvicinava. Si girò e vide arrivare un'insettolimousine color nero metallizzato, che si fermò accanto a lei. La limousine era veramente enorme (calcolate che anche una vostra unghia è enorme per una formica), e dall'interno provenivano le allegre e soavi melodie delle canzoni dei Cannibal Corpse. Lo sportello del guidatore si aprì e ne uscì lo chauffeur, un grillo in livrea con il cartellino del nome che titolava: "Io mi chiamo Angelo", che andò ad aprire lo sportello posteriore. Da lì uscì Ezio, la cicala (che in realtà era un cicalo), agghindato con ogni possibile orpello d'oro ed un frac che da solo costava più del formicaio di Enrica.
"Salve, Enrica", salutò la cicala (che in realtà era un cicalo).
"Ezio?", rispose la formica, "Ma allora sei vivo... Come ti sei procurato i soldi per tutte queste cose se per tutta l'estate hai cazzeggiato e cantato allegramente le canzoni dei Cannibal Corpse?"
"Avevi ragione tu, Enrica. Chi dorme non piglia pesci. Io ho cazzeggiato e cantato allegramente le canzoni dei Cannibal Corpse per tutta l'estate, e questo inverno sono stato ad un passo dal morire di freddo e di fame. Allorché ho cercato in tutti i modi di arrivare in città, riuscendoci, e lì sono riuscito a trovare un lavoro rischioso e faticoso, ma che mi ha portato alla ricchezza in brevissimo tempo."
"Quale lavoro?"
"Ho dato via il culo."
"... Eh?!?"
"Hai capito benissimo, Enrica. Ho venduto il mio orifizio anale a più individui e sono diventato ricco. All'inizio è stato difficile, e non credevo che ce l'avrei fatta, ma ho tenuto duro, cercando di tenere sempre a mente le tue parole e la tua saggezza. Sono tornato per ringraziarti, ma visto che tutta la fatica e il dolore di questo inverno sono stati causati anche dal tuo rifiuto di regalarmi una mollica di pane, sono anche venuto a dirti che sei una zoccola schifosa, possa tu morire, merda vivente, e a mai più rivederci."
La formica rimase di stucco, mentre la cicala (che in realtà era un cicalo) risaliva sull'insettolimousine con un sorriso di circostanza a trentadue denti (o quanti ne hanno le cicale, non lo so) e ripartiva sollevando una nuvola di polvere.
Enrica, quella notte, continuò a rivivere il momento in cui aveva reincontrato la cicala (che in realtà era un cicalo), durante le pause del suo ennesimo torrido rendez-vous con Achille, e pensò che un po' di soldi in più non le avrebbero certo pesato. Così prese la decisione, chiaramente senza nulla proferire ad Achille, di andare a battere i viali del formicaio.
La cicala (che in realtà era un cicalo), intanto, sfruttò le sue immense ricchezze per costruirsi un impero finanziario basato sulla corruzione e sul nepotismo, poi entrò in politica e divenne uno degli individui più importanti del mondo degli insetti.
E la formica?
Il suo primo cliente fu un elefante di passaggio, e morì.
 
 
MORALE
Per guadagnare bisogna sudare, ma bisogna anche informarsi sul come!
 
Vostro per sempre,
Falk il Cantastorie